Federazione Sindacati Indipendenti

Scoperta la truffa delle offerte, denunciati 5 commercialisti

Intascavano le offerte in denaro che arrivavano alla Congregazione Missionari del Preziosissimo Sangue. Però non direttamente dalle loro casse. Ma raggirando i religiosi, manipolando i documenti fiscali, chiedendo soldi per servizi inesistenti. Secondo gli investigatori, così cinque insospettabili professionisti erano arrivati a sottrarre una fortuna: sei milioni di euro, evadendone altri cinque al fisco. Con questa accusa cinque persone sono state denunciate dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Roma.

I provvedimenti riguardano tre soci dello studio di commercialisti a Roma, dove i missionari tenevano la contabilità della Congregazione, e due rappresentanti sociali di alcune società usate per mettere a segno la stangata, uno dei quali è una parente di uno dei commercialisti.

L’inchiesta condotta dagli uomini del maggiore Francesco Vizza ha passato al setaccio gli anni che vanno dal 2000 al 2005. Ma la storia inizia nel 2006, quando cambia l’economo della Congregazione e si accorge che qualcosa non quadra. Il suo predecessore non ha alcuna responsabilità nella vicenda, si fidava ciecamente del lavoro dei commercialisti, anche perché nello stesso studio si rivolgevano altri enti ecclesiastici. I missionari del Preziosissimo Sangue non solo fanno carità aiutando i più deboli, ma si occupano molto di missioni all’estero, specialmente in Africa, costruendo scuole e ospedali, inviando il materiale necessario. Per cui gli ordini erano frequenti. Ed è qui che i tre commercialisti si sarebbero innestati.

All’economo presentava il conto per consulenze che non avrebbero mai prestato, ma anche per la consegna di merce che non sarebbe mai arrivata, utilizzando per questo il nome delle società legate allo studio commercialistico i cui rappresentanti legali erano due persone fidate, una parente di uno dei commercialisti. I finanzieri hanno accertato che in alcuni casi le fatture erano intestate a società che erano all’oscuro dell’operazione. I commercialisti avrebbero tentato di correre ai ripari offrendo ai religiosi un milione di euro. Le indagini continuano. Le Fiamme gialle hanno chiesto il sequestro dei beni acquistati con quei soldi, soprattutto immobili.

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Fabio Di Chio