Federazione Sindacati Indipendenti

Arriva la Ru486, Cota: la lascerò nei magazzini

TORINO – La pillola dell’aborto Ru486 è distribuita da oggi in Italia dall’azienda francese che la produce, dopo il via libera dell’Agenzia del farmaco. Ma Roberto Cota, nuovo governatore del Piemonte, è «pronto a fare di tutto perché resti nei magazzini».E’ un mezzo terremoto politico la prima dichiarazione pubblica in materia di Sanità del neoeletto presidente leghista.

Ospite ieri alla trasmissione Mattino Cinque, ribadisce di pensarla in modo «completamente diverso» da chi l’ha preceduto in Regione. E alla domanda provocatoria di Maurizio Belpietro: «Allora le pillole che la Bresso aveva ordinato rimarranno nei magazzini?», risponde altrettanto provocatoriamente: «Per quanto potrò fare io sì».

«Sono per la difesa della vita e contro l’aborto – dice Cota -, penso che la Ru486 debba essere somministrata assolutamente in regime di ricovero, e applicherò tutte le misure restrittive possibili, ovviamente nel rispetto della legge», chiarisce più tardi. Ma la sua determinazione iniziale ha già fatto il giro d’Italia e le reazioni arrivano immediate: «Cota – polemizza il neopresidente della Toscana, Enrico Rossi, già assessore alla Salute – non s’è accorto che la campagna elettorale è finita.

Le sue parole mi sembrano stupidaggini dettate forse dall’inesperienza in materia sanitaria o dalla volontà di catturare e strumentalizzare il consenso dell’opinione pubblica meno consapevole». Mentre Silvio Viale, il ginecologo torinese che da sempre sostiene la battaglia per la somministrazione della pillola, aggiunge: «Se davvero Cota ostacolasse la Ru486 sarebbe il primo esempio di parola non mantenuta, visto che in campagna elettorale s’è ben guardato dal dire che l’avrebbe bloccata, ma si è limitato a ripetere il ritornello del ricovero obbligatorio».

Dal governatore del Piemonte nessun passo indietro, anzi. Cota aggiunge: «In tutte le strutture dove si pratica l’aborto affiancherò le associazioni pro-vita». Anche per questo – è consapevole – ha ottenuto i voti cattolici. Dopo mesi di polemiche, annunci, indagini della magistratura, indagati dalla procura, all’orizzonte si intravede dunque un interrogativo che sa di paradosso: le Regioni potrebbero rallentare o addirittura ostacolare la somministrazione della pillola?

Walter Arossa, direttore dell’ospedale Sant’Anna di Torino dove è stata condotta la sperimentazione della Ru486 e dove è partito l’ordine numero 1 della pillola alla casa farmaceutica francese, risponde con fermezza a Cota: «La legge è legge e autorizza il ricorso all’aborto farmacologico. Se una donna chiederà la somministrazione della pillola in nessun modo potremo ostacolarla. In caso contrario, potrebbe rivolgersi a un magistrato. Rispetteremo l’obbligo al ricovero ma non terremo pillole in magazzino. E se la donna firmerà chiedendo di andare a casa dopo la somministrazione la manderemo a casa sotto la sua responsabilità. Come prevede la legge».

In Regione a Torino ricordano che «qualunque farmaco approvato entra automaticamente nel prontuario e non può essere fermato o ostacolato». L’Aifa conferma, in una nota del direttore generale Guido Rasi: «Le Regioni hanno ampio margine di autonomia per stabilire tempi e modalità, ma il farmaco approvato si dovrà erogare». Claudio Zanon, membro del Consiglio Superiore di Sanità e consigliere di Cota per il piano Sanitario del Piemonte, sostiene che «la posizione del presidente non è da leggere come un ostacolo, ma come una garanzia in più».

Spiega: «E’ falso sostenere che la Ru486 sia una metodica senza rischi: il 6-7% delle donne ha avuto complicanze nella fase della sperimentazione, e il 20-30 per cento non torna alla visita di controllo». Di certo, annuncia Zanon, «il consenso informato che si farà firmare sarà molto articolato, particolarmente chiaro soprattutto dove si parla dei possibili rischi».