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Milano/ Gdf in uffici assessorato ambiente Regione Lombardia

La Procura di Monza sta indagando sul fallimento della società immobiliare Il Pellicano, con sede a Desio, di cui l’assessore della giunta Formigoni era socio con i colleghi Massimo Buscemi e Giorgio Pozzi un buco da 600mila euro indagato per bancarotta fraudolenta Massimo Ponzoni

Massimo Ponzoni, neoeletto consigliere regionale del Pdl, non ha nemmeno il tempo di esultare per il record di preferenze (oltre 11mila voti) raccolte in Brianza che il suo nome finisce sul registro degli indagati della procura di Monza. Bancarotta fraudolenta, in concorso con il suo ex commercialista, Sergio Pennati, l’ex moglie e il cognato.

Su ordine dei pm Giulio Mapelli Donata Costa e Giordano Baggio, la guardia di finanza di Paderno Dugnano e Milano ha perquisito i suoi uffici al Pirellone e quelli di tutti gli indagati. Nel mirino, è finita la gestione della società immobiliare Il Pellicano srl, dichiarata fallita dal tribunale di Monza lo scorso gennaio, per un ammanco che si aggira sui 600mila euro. Secondo l’accusa, Ponzoni, che di Pellicano è stato amministratore fino al 2008 e socio fino all’ottobre scorso (ha ceduto le quote a una misteriosa società lussemburghese), avrebbe partecipato a svuotare gli attivi della società per circa 200mila euro, emettendo fatture per operazioni inesistenti. Sei i versamenti che i pm gli contestano. L’importo più elevato si riferisce a 165mila euro, soldi versati, sostiene l’accusa, su una società riconducibile proprio a Pennati.

Nelle ultime settimane, il tam-tam su un imminente coinvolgimento in un’inchiesta penale dell’ex responsabile dell’Ambiente della giunta regionale, si era fatto sempre più insistente. La scorsa settimana, in veste di testimoni, proprio a Monza erano anche stati ascoltati gli ex assessori Massimo Buscemi e Giorgio Pozzi, e la moglie dell’esponente pdl Giancarlo Abelli, Rosanna Gariboldi che della società fallita, per un breve periodo, sarebbero stati soci. Inoltre, il nome della Pellicano era emerso anche nell’indagine milanese che, nell’ottobre scorso, ha portato all’arresto del “re delle bonifiche”, Giuseppe Grossi, aggiudicatario dell’appalto per l’area Santa Giulia.

Proprio a Grossi, durante gli interrogatori, sono stati chiesti più volte i rapporti finanziari intrattenuti con Ponzoni. L’imprenditore, però, avrebbe sempre negato di aver versato qualsiasi tipo di contributo all’ex responsabile dell’Ambiente. Un legame, a dire il vero, l’inchiesta milanese lo avrebbe anche trovato. Riguarda la concessione garantita dal Pirellone alle società di Grossi, di riqualificare l’area dell’ex Sisas di Pioltello.
“È la solita vecchia storia che riguarda la Pellicano di cui si parla da mesi e che finalmente potrò chiarire – ha commentato l’ex assessore della giunta Formigoni – , e che non ha impedito agli elettori brianzoli di premiare la mia attività politica e amministrativa”. Il suo legale, l’avvocato Luca Ricci, sottolinea invece come “in questa vicenda il mio assistito sia parte lesa”.

“Ponzoni – ha dichiarato Roberto Formigoni – ha ricevuto un’informazione di garanzia. La magistratura, cioè, l’ha informato che intende indagare su di lui. Quando abbiamo fatto le liste di questa cosa non si sapeva nulla”. Il presidente, vista la novità investigativa, al momento prende tempo su una nuova nomina di Ponzoni nella sua giunta. “Ho tempo un mese. Adesso sto analizzando i voti e le preferenze e i consigli avuti durante la campagna elettorale”.

di GABRIELE CEREDA e EMILIO RANDACIO