Federazione Sindacati Indipendenti

Inchiesta Sanità: Frisullo non parla e oggi il Riesame

Lecce (salento) – L’ex-assessore regionale si avvale della facoltà di non rispondere. Domani la decisione dei giudici sulla scarcerazione. Sandro Frisullo non parla. Le sue condizioni fisiche non gli consentono di sostenere un interrogatorio.

L’ex-vicepresidente della giunta regionale e assessore allo Sviluppo economico in carica sino a giugno 2009, poi sostituito dal presidente Nichi Vendola in seguito al coinvolgimento nell’inchiesta condotta dalla Procura di Bari sugli appalti milionari della sanità pugliese gestiti dall’imprenditore Gianpi Tarantini, dal 18 marzo in carcere per associazione a delinquere e turbativa d’asta ieri ha fatto saltare l’interrogatorio con i tre sostituti procuratori titolari dell’inchiesta, Eugenia Pontassuglia, Giuseppe Scelsi e Ciro Angelillis.

Frisullo è infatti diabetico e da quando è rinchiuso in carcere a Bari già un paio di volte ha accusato malori e pertanto costantemente tenuto sotto osservazione. Un motivo in più per la difesa, gli avvocati Michele Laforgia e Federico Massa, per chiedere un’attenuazione delle misure cautelari o in subordine i domiciliari. Oggi, infatti, è prevista la discussione davanti al tribunale del Riesame di Bari, sul ricorso presentato per ottenere l’annullamento del provvedimento di arresto. La decisione dei giudici è prevista domani, 8 aprile.

E’ in atto un braccio di ferro psicologico tra le parti. Il giorno prima la Procura si è detta contraria all’attenuazione delle esigenze cautelari perché Frisullo è capace di inquinare le prove. Per i Pm godrebbe ancora di notevole potere tanto è vero che anche dopo essersi dimesso da assessore era in grado di condizionare il direttore sanitario dell’Azienda Usl Lecce, Franco Sanapo. Secondo loro Sanapo, nel corso di un interrogatorio sui suoi rapporti con l’ex-assessore, si sarebbe preso burla dell’autorità giudiziaria.

La difesa sosterrà che sono insussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari. Su queste ultime produrrà una corposa rassegna stampa dalla quale si evince che Frisullo sapeva già dal 20 gennaio scorso che Tarantini aveva detto agli inquirenti di avergli fornito escort e pagato tangenti, accuse che il politico continua a respingere. Nonostante ciò l’ex amministratore, sosterrà la difesa, ha atteso con serenità l’esito degli accertamenti culminati poi con il suo arresto. L’avv. Laforgia ha smentito le voci circolate sul malore accusato da Frisullo in cella.