Federazione Sindacati Indipendenti

Appalti, giurisdizione, procedure selettive

T.A.R.

Calabria – Catanzaro

Sezione II

Sentenza 8 aprile 2010, n. 440

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

le stesse parti ai sensi dell’art. 21 decimo comma della legge n. 1034/71, introdotto dalla legge n. 205/2000;

Con il ricorso in epigrafe, il ricorrente impugna l’esclusione dalla graduatoria provinciale prioritaria del personale A.T.A. della scuola.

Il ricorso è palesemente inammissibile per difetto di giurisdizione e può essere, pertanto, deciso con sentenza succintamente motivata deliberata nella camera di consiglio fissata per la decisione cautelare.

Infatti, nei confronti del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) della scuola, le controversie concernenti le graduatorie permanenti spettano al giudice ordinario, atteso che le fattispecie disponibili di coloro che sono in possesso di determinati requisiti (anche derivanti da partecipazione a concorsi) non rientrano tra le procedure concorsuali per l’assunzione, di cui all’art. 63, comma 4, d.lgs. n. 165 del 2001; la giurisdizione del giudice amministrativo appare circoscritta alle controversie inerenti procedure concorsuali per l’assunzione che iniziano con l’emanazione di un bando e si caratterizzano per la valutazione comparativa dei candidati nonché per la compilazione finale di una graduatoria, la cui approvazione, individuando i vincitori, si pone come atto terminale del procedimento. (T.A.R. Campania Salerno, sez. I, 12 gennaio 2009, n. 21)

La ragione di ciò è che, non essendo prevista alcuna attività discrezionale di valutazione dei titoli e dei requisiti da parte dell’Amministrazione, ma un mero riscontro della effettiva sussistenza degli stessi, la posizione dell’interessato non può che configurarsi come una posizione di diritto soggettivo, tutelabile dinanzi al giudice ordinario in vista della futura possibile stipula del contratto di lavoro. (T.A.R. Calabria Catanzaro, sez. II, 12 maggio 2009, n.483; TAR Toscana, n. 4692/2007)

In conclusione, trattandosi di controversia rientrante nella materia devoluta alla cognizione del giudice ordinario, questo Tribunale Amministrativo deve dichiarare il difetto di giurisdizione.

In applicazione dell’art. 59 della legge n. 69 del 2009, il processo potrà essere riassunto innanzi al suddetto giudice ordinario, entro il termine perentorio di 3 mesi, con conservazione degli effetti sostanziali e processuali della domanda.

La complessità della questione del riparto di giurisdizione giustifica l’integrale compensazione tra le parti delle spese processuali.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, sezione II, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, dichiara il difetto di giurisdizione e indica munito di giurisdizione su di esso il giudice ordinario.

Compensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 8 aprile 2010 con l’intervento dei Signori:

Vincenzo Fiorentino, Presidente

Anna Maria Verlengia, Primo Referendario

Antonio Andolfi, Referendario, Estensore