Federazione Sindacati Indipendenti

MEDICI 118 SENZA INQUADRAMENTO DIRIGENZA: SINDACATO PROTESTA

Protesta del sindacato dei medici di medicina generale Fimmg contro il mancato inquadramento dei dottori del 118 nel ruolo della dirigenza, a causa del piano di rientro sanitario.
I rappresentanti di categoria esprimono tutto il loro disappunto in una nota inviata al presidente della Regione Michele Iorio, all’assessore alla Sanità Nicola Passarelli, al dottor Bizzarro presidente della Commissione per il Piano di Rientro, al commissario della Sanità.

Il sindacato fa presente che un altro amato collega del 118 è scomparso senza vedere coronata la propria legittima aspirazione ad avere l’inquadramento nel ruolo della dirigenza medica, dopo una lunga e dolorosa malattia, senza le tutele di tutti i lavorastori a tempo indeterminato, dopo circa 20 anni di onorato servizio, lasciando moglie e figli con un’inadeguata assistenza previdenziale ed economica.

Col cosidetto piano di rientro, approvato con la delibera di giunta regionale del 26 marzo 2007, si è preso spunto per la revoca della procedura, attraverso la sospensione del concorso per la formulazione del giudizio di idoneità al servizio dell’emergenza territoriale. Il travaglio iter ha origine antiche: già una delibera del 9 ottobre 2001 prevedeva la formulazione del giudizio di idoneità per i medici del 118. Nel dicembre del 2004 furono riaperti i termini per la riammissione al giudizio di idoneità.

Nel febbraio del 2005, con la delibera di Giunta regionale n. 134 è stato revocato il Dgr 1739 del 2004, disponendo l’ennesima riapertura dei termini per la presentazione delle domande di ammissione. L’odissea sembrava quasi conclusa con il Dgr n. 1562 del 20 settembre 2006, con il quale è stato approvato il regolamento per la procedura di inquadramento nella dirigenza ex I livello dei medici, estendendo il diritto a sostenere l’esame di idoneità anche ai medici che non avevano ancora maturato i 5 anni di anzianità.

La procedura di sostenibilità dell’operazione era stata prevista dal dgr n. 1723 del 16 ottobre 2006, con l’impegno di una spesa di un milione e 950mila euro, ai quali attualmente va decurtato quanto già stanziato per l’accordo integrativo decentrato per la Medicina generale approvato con Dgr del 27 marzo 2007, riducendo con ciò notevolmente l’impegno di spesa per la Regione Molise.

«Riteniamo ingiustificabile e scorretto il comportamento con cui le istituzioni intesero unilateralmente sospendere il concorso per l’esame di idoneità che doveva tenersi il 4 maggio 2007, con un irritante telegramma spedito il giorno prima del concorso, senza alcuna consultazione sindacale per una ridefinizione di programma, lasciando intendere un inaccettabile ripensamento sulla necessità del rapporto di dipendenza

– si legge nella lettera della Fimmg, firmata dal dottor Giancarlo Totaro, segretario ad interim – nella riunione promossa nel gennaio 2010 dal presidente della commissione per il ’piano di rientro’ la Fimmg Ca 118 ha ribadito che la dipendenza è una necessità funzionale al buon funzionamento del servizio di emergenza sanitaria al fine di garantire tutti i molteplici servizi attualmente lasciati alla libera scelta dei singoli medici come il servizio spiaggia (già nel 2007 sospeso per mancanza di adesione del medici), Ps ospedialieri, stazione sciistica di Campitello Matese, per non parlare dei casi di emergenze di terra e di mare (San Giuliano docet!), etc.

In realtà i medici del 118 già svolgono un’attività del tuto equivalente e con gli stessi oneri dei colleghi subordinati senza però godere degli stessi benefici. A sequigot di quanro esposto affermiamo con forza e fermezza che sia un ’meritato diritto’ dei medici del 118 passare nel ruolo di dirigenza medica ed è un preciso ’dovere’ per le istituzioni regionali concretizzarlo. Codesto sindacato ritiene irrinunciabile il diritto dei medici del 118 di lottare ad oltranza per porre fine a questa vicenda ce si trascina ormai da 10 anni, senza attendere che altri di noi vengano a mancare agli afetti dei propri cari lasciando la propria famiglia nel più totale ’precariato’».