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Certificati medici, la trasmissione online desta perplessità

Il certificato medico attestante la malattia dei dipendenti pubblici sarà inviato, per via telematica, all’INPS dal medico o dalla struttura pubblica che lo rilascia. Entrano in vigore dal 3 aprile le modalità di trasmissione dei dati del certificato, stabilite dal DM 26 febbraio 2010 pubblicato sulla G.U. n. 65 del 19 marzo scorso e spiegate dal Dipartimento della Funzione pubblica con la circolare n. 1/2010.

In base all’articolo 55 septies del D.Lgs. n. 165/2001, introdotta dal D.lgs.n.150/2009, i medici del SSN e quelli convenzionati sono tenuti a trasmettere telematicamente i certificati di malattia dei dipendenti pubblici all’INPS, che immediatamente li inoltra, con le medesime modalità, all’amministrazione interessata.

Sarà pertanto l’INPS a trasmettere tramite posta elettronica i suddetti certificati all’Ente di appartenenza, fermo restando l’obbligo del dipendente di avvertire nei termini contrattuali il datore di lavoro dell’assenza. Peraltro, l’articolo 55 septies del D.lgs.n.165/2001 a sua volta richiama le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dall’articolo 50, comma 5-bis, del D.L. n. 269/2003, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.326, introdotto dall’articolo 1, comma 810, della legge finanziaria 2007.

In effetti, nel fornire il disciplinare tecnico per la trasmissione dei dati in argomento, il DM 26 febbraio 2010 richiama la normativa sopra citata, in particolare al comma 5-bis introdotto dall’art. 1, comma 810 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente il collegamento telematico in rete dei medici del SSN e la trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all’INPS. Al DM è allegato anche il modello che i medici sono tenuti a compilare, composto di due parti:

•    il certificato di malattia, che oltre ai dati del medico e a quelli del lavoratore, contiene la prognosi e la diagnosi;

•    l’attestato di malattia, destinato al datore di lavoro, nel quale compare ovviamente la sola prognosi.

Per il settore privato, gli articoli 3 e 4 del decreto stabiliscono che il medico curante rilasci al lavoratore, al momento della visita, copia cartacea del certificato di malattia telematico e dell’attestato di malattia, che il lavoratore dovrà recapitare o trasmettere a mezzo raccomandata r..r., entro due giorni dal rilascio, al datore di lavoro, salvo il caso in cui quest’ultimo richieda all’INPS la trasmissione in via telematica della suddetta attestazione.

Per i lavoratori pubblici, invece, stabilisce la circolare n. 1/2010 che l’invio telematico effettuato dal medico soddisfa l’obbligo del lavoratore di recapitare o trasmettere l’attestato alla propria amministrazione, fermo restando l’obbligo di segnalare tempestivamente l’assenza e l’eventuale indirizzo di reperibilità diverso da quello risultante all’A.P., al fine di consentire a quest’ultima i controlli di legge. Il Dipartimento della Funzione Pubblica sottolinea quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 55 septies, avvertendo che l’inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta l’applicazione della sanzione del licenziamento ovvero, per i medici in rapporto convenzionale con le aziende sanitarie locali, della decadenza dalla convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi.

Il provvedimento sta suscitando le reazioni delle associazioni di rappresentanza dei medici, che sottolineano le possibili difficoltà di collegamento internet soprattutto dove non si dispone della banda larga, il poco tempo per adottare le nuove procedure, le gravissime conseguenze che la mancata trasmissione del certificato può comportare.

Peraltro, sulla trasmissione telematica del certificato di malattia interviene anche il “collegato lavoro” alla legge finanziaria 2010 (attualmente rinviato alle Camere) che, all’articolo 25 stabilisce l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 55 septies del D.lgs.n.165/2001, in materia di rilascio e trasmissione dell’attestazione, a tutti i casi di assenza per malattia dei dipendenti di datori di lavoro privati. E’ utile sottolineare che, dal prossimo 3 aprile, l’INPS è comunque tenuta, ai sensi dell’articolo 4 del DM 26 febbraio 2010 a rendere immediatamente disponibile al datore di lavoro l’attestazione della malattia rilasciata dal medico curante.

Autore: Alfredo Casotti e Maria Rosa Gheido