Federazione Sindacati Indipendenti

Intramoenia con meno vincoli

Con un testo di 14 articoli la Camera si prepara a scrivere una nuova pagina per l’organizzazione del Ssn. La parola in codice è «governance sanitaria», o meglio «governo clinico» delle attività sanitarie. Il provvedimento, che già nella passata legislatura aveva cercato di ritagliarsi uno spazio col Ddl dell’allora ministro Livia Turco, è stato esaminato ed emendato in sede referente dalla commissione Affari sociali e trasmesso per i pareri di rito a tutte le altre commissioni di Montecitorio. A stretto giro di posta tornerà alla Affari sociali e, quindi, sarà trasmesso all’aula dove è in calendario per il voto entro maggio. Poi toccherà al Senato. Ma contando già su un buon accordo di maggioranza, come ha messo in rilievo il relatore Domenico Di Virgilio (Pdl). Anche se non solo sullo sfondo resta l’incognita delle regioni che su questi temi non vogliono saperne di cedere terreno (e potere).

«È un testo interamente improntato a grande rigore: nelle nomine dei direttori generali e dei primari, ma anche nel funzionamento dei dipartimento come “unità centrale”», è il commento cauto (in attesa del voto finale) ma decisamente positivo del ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Che mette in rilievo sia la rivoluzione della cancellazione della «titolarità dei letti al primario» (in carico ai dipartimenti), sia il fatto che «per la prima volta saranno misurate anche quantitativamente le prestazioni, e non solo il tempo, svolte dai medici».

Per quanto riguarda la libera professione dei medici Ssn, si prevedono tre strade: rapporto non esclusivo (extramoenia, senza indennità di esclusiva); rapporto esclusivo con libera professione intramuraria; rapporto esclusivo con libera professione intramoenia negli studi privati (la cosidetta “Alpi”). La novità è che l’Alpi (l’attività negli studi) diventa a questo punto non più un’eccezione a tempo, di anno in anno prorogabile, ma si consolida nel sistema e le regioni non avranno a questo punto più il vincolo di creare propri spazi per la libera professione intramuraria. Ogni regione farà la sua scelta.

Di qui, appunto, la sostanziale deregulation in arrivo per la libera professione dei medici pubblici. Ma con l’aggiunta dei controlli, che saranno disciplinati dalle regioni. Sotto check finirà così il «volume delle prestazioni erogate» nell’orario di lavoro istituzionale e in quello svolto in libera professione, ma anche contemporaneamente l’andamento delle liste d’attesa nei servizi dedicati alla libera professione. E per chi sgarra non mancheranno le sanzioni: anche l’addio alla libera professione. Quella intramuraria, s’intende, non quella in extramoenia.

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)