Federazione Sindacati Indipendenti

Infortunio sul lavoro, utensile aziendale, concorso di colpa tra datore e società produttrice

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Sentenza 6 ottobre – 6 novembre 2009, n. 23592

(Presidente – Relatore Vidimi)

In fatto

Con sentenza del 26 gennaio 2005 la Corte d’appello di Venezia nel rigettare i gravami proposti dalla s.n.c. **** e dalla s.r.l. **** e nel confermare l’impugnata sentenza, ha ribadito la pari responsabilità delle suddette società nell’infortunio occorso a F. C. il giorno **** – mentre svolgeva la sua attività lavorativa alle dipendenze della datrice di lavoro **** s.n.c. – a seguito della esplosione di un utensile metallico a forma discale, denominato piattabanda, che le aveva provocato lesioni gravissime colpendola nella fascia addominale. La colpa della datrice di lavoro era collegata al comportamento negligente di altro dipendente della **** s.n.c., tal P. che – quale operaio di riferimento per gli altri colleghi in materia di utilizzo e manutenzione degli attrezzi aziendali – aveva omesso di segnalare il giorno dell’incidente l’entità del pericolo – da lui peraltro ipotizzato ed anche comunicato sia pure con tono scherzoso alla C. – nel corso di un intervento sull’utensile dallo stesso operato la mattina del giorno dell’infortunio. Era invece da imputare alla s.r.l. **** di avere violato norme di comune prudenza che imponevano la comunicazione rigorosa e precisa delle modalità di utilizzo dell’utensile, riportando nell’attrezzo da utilizzare l’indicazione del numero massimo dei giri consentiti.

Avverso tale sentenza la s.n.c. **** propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, illustrati anche con memoria.

Resiste con controricorso la s.r.l. ****, che spiega anche ricorso incidentale, incentrato su di un motivo.
Il Procuratore Generale ha depositato le sue conclusioni scritte.

In diritto

Ai sensi dell’art. 335 c.p.c. il ricorso principale e quello incidentale, riuniti perché proposti ambedue avverso la medesima decisione, vanno rigettati perché infondati.

La s.n.c. **** – società datrice di lavoro – e la s.r.l. **** – società produttrice della macchina che ha causato l’infortunio – lamentano entrambe con le loro censure contenute nei rispettivi ricorsi il riconoscimento da parte del giudice d’appello del carattere paritario del concorso di responsabilità ad esse ascritto ed assumono ciascuna di esse il carattere prevalente se non esclusivo della responsabilità dell’altra, censurando sul punto carenza e contraddittorietà della motivazione della sentenza della Corte territoriale.

La decisione impugnata risulta sorretta invece da una motivazione congrua, priva di salti logici e rispettosa dei principi giuridici regolanti la materia oggetto di esame, essendo il giudice d’appello pervenuto a tale decisione dopo avere accertato le modalità dell’infortunio verificatosi, e dopo avere valutato – anche con l’ausilio di una consulenza tecnica e sulla base delle risultanze istruttorie – la condotta colposa addebitabile a ciascuna delle due società nonché l’efficacia causale che le rispettive condotte delle società hanno avuto sulla produzione dell’evento lesivo. Ne consegue che la suddetta sentenza si sottrae alle censure che le sono state mosse in questa sede di legittimità perché i ricorrenti hanno contestato la validità della pronunzia della Corte d’appello di Venezia senza dimostrare quali violazioni di diritto, oltre a quelle ritenute dal giudice d’appello, fossero rinvenibili nella fattispecie in esame e senza ancora inficiare con argomentazioni di carattere tecnico e scientifico le conclusioni cui i giudici di secondo grado sono pervenuti.

Per concludere le società ricorrenti finiscono per richiedere, su opposte prospettazioni, una rivisitazione del materiale probatorio e delle risultanze istruttorie non consentite in questa sede di legittimità, senza però evidenziare – è bene ribadirlo – ragioni valide e rilevanti per ripartire le responsabilità dell’accaduto in modo diverso da quello fissato dai giudici di appello.

Il rigetto di ambedue i ricorsi giustifica la compensazione delle spese del presente giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi e li rigetta. Compensa tra le parti le spese del presente giudizio di cassazione.