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Sanità, il Tar “boccia” la Polverini

Tra operatori della sanità privata e Regione, il primo tempo finisce uno a zero. A favore degli ambulatori. Accogliendo il ricorso di Anisap, Federlab e Ursap-Federlazio, le principali organizzazioni del settore, il Tar ha sospeso uno dei decreti taglia-spesa varati a fine maggio dalla governatrice: il 45, che riduceva del 60% le tariffe per analisi e prestazioni specialistiche. La sospensione tocca anche un secondo decreto, il 49, nella parte relativa ai laboratori. E crea i presupposti per aprire una ulteriore falla nei conti già in rosso della sanità laziale.

«La Regione ha riesumato il cosiddetto “tariffario Bindi”, già bocciato da Tar e Consiglio di Stato – spiega Claudia Tulimiero Melis, presidente Ursap-Federlazio – con un´assenza di confronto che ci ha amareggiato». I rilievi sono «solo procedurali», replica la Regione, e «non entrano nel merito di scelte che hanno il solo obiettivo di riallineare le tariffe laziali a quelle di altre Regioni, che in molti casi sono la metà esatta».

Ma Federlazio annuncia che, con altre organizzazioni di settore, depositerà la prossima settimana un secondo ricorso contro il decreto 44, quello sui tetti di spesa. «Non abbiamo scioperato – continua- mostrando anzi responsabilità. Al suo insediamento, Polverini aveva dichiarato che avrebbe operato un taglio ai budget del 2%. Le abbiamo scritto più volte per chiederle un incontro e assicurarle disponibilità. Il taglio operato, invece, senza consultarci e senza preavviso, è stato del 4% su una cifra già ridotta in partenza, con punte del 17% per le risonanze magnetiche: l´effetto sarebbe allungare in modo insostenibile le liste d´attesa per i cittadini».

Si aprono le prime crepe nell´architettura dei 12 decreti sulla sanità proprio mentre si avvicina il tavolo di verifica coi tecnici del ministero, fissato a mercoledì. Per il capogruppo Pd Montino, «la spesa sanitaria è destinata ad andare fuori controllo. Per rimediare, la commissaria metterà altri ticket sul pronto soccorso e forse sui farmaci. E visto l´orientamento dei giudici, non mi stupirei se a breve presentassero ricorsi identici le cliniche private e il resto dei fornitori».