Federazione Sindacati Indipendenti

Appalti Asl Bari, gli indagati si difendono: «È tutto regolare»

«Quelle gare erano regolari». Si è difeso così davanti ai giudici del tribunale del riesame di Bari il molfettese Antonio Colella, ex capo area gestione patrimonio della Asl Bari, ai domiciliari insieme ad altre quattro persone dal 17 luglio scorso nell’ambito di una delle inchieste sulla sanità pugliese, in cui è indagato anche l’ex assessore regionale alla Salute Alberto Tedesco, ora senatore del Pd.

Dopo la decisione del gip Vito Fanizzi, che ha rigettato le richieste di revoca delle misure cautelari per i cinque indagati, i difensori hanno presentato ricorso al riesame. Il primo a parlare è stato Colella. «Non ho favorito nessuno – ha detto – e non avevo alcun interesse a far vincere un’azienda piuttosto che un’altra. Ho solo applicato il regolamento».

Poi é toccato a Michele Columella e Francesco Petronella, rispettivamente legale rappresentante e titolare di fatto della società Viri di Altamura, vincitrice di uno dei tre appalti oggetto d’indagine: quello da cinque milioni di euro per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie.

Le altre due presunte gare da 4,6 milioni ritenute dai Pm ‘truccate’ riguardano il completamento delle attrezzature e degli arredi di laboratorio dell’Oncologico di Bari. Le udienze per gli altri due arrestati, i dirigenti Asl Nicola Del Re e Filippo Tragni, sono state fissate per venerdì prossimo. Sui ricorsi i giudici decideranno entro il 2 agosto.