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Sanità, i 2 pesi e 2 misure del Governo con la Puglia

Bari – Corsa contro il tempo del presidente della Regione, Nichi Vendola, che oramai avverte sempre più puzza di bruciato attorno al Piano di rientro. Lazio e Campania già promossi dal ministro. Corsa contro il tempo del presidente della Regione, Nichi Vendola, nella trattativa con il governo sulla sanità. Negli ultimi giorni, infatti, il tasso di diffidenza nei confronti del governo di centrodestra e dei rappresentanti pugliesi che ne fanno parte, invece di diminuire è, al contrario, fortemente aumentato.

Colpa soprattutto di alcune manovre messe in atto a livello parlamentare da esponenti della maggioranza ma anche del governo. La prima è sicuramente quella di avere inserito un emendamento che prolunga di ulteriori due mesi fino a metà dicembre prossimo la sottoscrizione del Piano di rientro 2010-2012. L’altra è il tentativo di alleggerire la posizione delle Regioni-canaglia, ora governate dal centrodestra, tutte commissariate, e di punire, invece la Puglia che commissariata non lo è.

I parlamentari che l’altro giorno hanno partecipato alla riunione convocata presso la presidenza della giunta sul lungomare di Bari insieme con i capigruppo della maggioranza di centrosinistra e dell’Udc all’opposizione lo hanno confermato. Sono in atto tentativi di alleggerire la pressione fiscale su Regioni come Lazio e Campania, le più popolose e che potrebbero tornare utili in una scadenza elettorale ravvicinata. Un sospetto rafforzato ieri dalla festa nazionale del Pdl a Milano.

La Regione Calabria, ad esempio, su cui il ministro Tremonti ha ripetutamente ironizzato sull’assenza di una contabilità scritta incredibilmente ieri si è scoperto che il deficit, inizialmente valutato attorno ai 2 miliardi di euro, si è dimezzato. Per il presidente Scopelliti “siamo messi meglio di Lazio e Campania avendo deciso di chiudere 18 dei 36 ospedali esistenti”. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, inoltre, ha già dato parere favorevole su Lazio e Campania.

“Stanno facendo – ha detto – uno sforzo importante. I piani di rientro verranno esaminati il 13 ottobre dai tavoli tecnici. Non posso esprimermi prima ma dai dati iniziali c’è già stato un cambio di passo”. Il tempo, dunque per Lazio e Campania c’è e per la Puglia si prendono altri due mesi per valutarne il Piano di rientro pronto da luglio scorso a parte il discorso internalizzazioni? Venerdì sera il presidente Vendola ha inviato una lettera ai tre ministri: Giulio Tremonti, all’Economia, Raffaele Fitto, alle Regioni e Ferruccio Fazio alla sanità, proprio per sollecitarli ad accelerare i tempi.

Ed è chiara l’urgenza. Le Aziende Usl ed ospedaliere pugliesi hanno autonomia finanziaria sino a novembre. C’è estremo bisogno di sbloccare quei 500 milioni di euro che il ministro Tremonti continua a tenere in cassaforte con la scusa che non è stato rispettato il Patto di stabilità 2009 e che invece non c’entra nulla. L’operazione, insomma, puzza di politica e pure l’Udc se n’è accorta.

Il coordinatore regionale, on. Angelo Sanza, ha supportato l’orientamento del gruppo consiliare regionale di partecipare all’incontro indetto dal presidente Vendola con il centrosinistra.”Anche noi – ha detto – siamo preoccupati che ritardando la sottoscrizione del piano i sacrifici che potrebbero essere spalmati nell’arco di tre anni rischiano di essere aggravati perché ristretti in due anni. La nostra – ha conclusa – è un’opposizione costruttiva”.