Federazione Sindacati Indipendenti

Usl in rosso, i revisori non ci sono «Gli ospedali funzionano lo stesso»

VENEZIA — Non è esattamente un bel momento, questo, per mettere la firma in calce ai carteggi di una Usl. La sanità veneta veleggia verso un disavanzo d’esercizio di circa mezzo miliardo (ma strutturale, beninteso, «fisiologico»), da qualunque parte ci si volti spunta un buco in più, gli investimenti rimasti scoperti negli anni hanno raggiunto la cifra record di un miliardo di euro: insomma, ci vuole fegato a prendersi certe responsabilità, anche se nel caso di specie, che poi è quello dei direttori generali, ci sono stipendi da favola a spingere verso l’ardimento.

A far sudare le mani ai manager della sanità, d’altra parte, non ci sono soltanto gli avvertimenti a mezzo stampa di Zaia, ma pure l’assenza di chi dovrebbe controllarli, evitando che passino numeri pericolosi: i collegi sindacali. Il motivo della latitanza? Zaia non ha ancora nominato i revisori di sua competenza.

Le ventuno Usl, le due Aziende ospedaliere e l’Istituto oncologico, infatti, per legge devono contare nel loro organigramma un collegio sindacale, composto da cinque revisori: due vengono nominati dalla Regione, con competenza diretta del presidente, due dalla Conferenza dei sindaci ed uno dai ministeri del Welfare e dell’Economia. I

l collegio ha incarico triennale ed è chiamato a controllare non solo il bilancio, ma buona parte degli atti amministrativi delle Usl, con particolare attenzione per quelli che prevedono impegni di spesa, verificandone la correttezza sotto il profilo contabile, amministrativo e giuridico.

Non solo: i revisori verificano anche l’adeguatezza dell’organizzazione delle Aziende sanitarie ed hanno il dovere di segnalare eventuali irregolarità, potendo perfino arrivare a denunciarle al tribunale, nel caso in cui restino inascoltati.«Insomma sono uno dei due organismi cardine delle Usl – spiega Valerio Alberti, dg dell’Usl di Bassano e coordinatore dei direttori generali del Veneto – l’altro siamo noi.

Per carità, andiamo avanti lo stesso, ma il collegio sindacale è fondamentale perché è una sorta di sentinella che vigila sulla regolarità dell’attività aziendale e della quale non si può fare a meno per lungo tempo». I collegi sindacali sono scaduti alla fine del maggio scorso. Il Testo unico degli enti locali dice che si sarebbero dovuti rinnovare entro 45 giorni e tanto i ministeri (smentendo le tradizionali tempistiche della capitale) che le Conferenze dei sindaci hanno proceduto con le nomine di loro competenza.

Dalla Regione, invece, tutto tace. Intanto i revisori non possono riunirsi «e i direttori generali, esposti ad un rischio maggiore di cadere nell’errore, sono costretti ad assumersi ogni responsabilità – commenta il consigliere del Pd, Lucio Tiozzo – siamo al paradosso: proprio nel momento in cui la sanità veneta è sotto accusa e si scoprono nuovi buchi a destra e a manca, latitano persino i controlli basilari, ordinari. Siamo all’ingovernabilità, un’assenza di decisioni che non ha precedenti negli ultimi trent’anni».

Ma il governatore Zaia non si scompone e, con la promessa di procedere al più presto con le nomine, replica: «Mi pare che per l’opposizione qualunque pretesto sia ormai buono per cercare la ribalta. Le nomine dei revisori sono una mia prerogativa, mi sto prendendo il tempo necessario per decidere ma non mi pare che questo stia bloccando il sistema sanitario del Veneto: gli ospedali continuano a funzionare ed i malati continuano ad essere curati».

Marco Bonet