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Costi standard al via dal 2013. Saranno tre gli enti modello

I costi standard per le spese di asl e ospedali scatteranno dal 2013 e a fare da benchmark saranno tre regioni scelte in una rosa di cinque con i conti in ordine (se mai ci saranno) e qualità di servizi nel 2011. Una scelta che avrà necessariamente anche una forte connotazioni politica, non soltanto frutto delle migliori “virtuosità”, con le compensazioni tra il dare e l’avere che a suo tempo saranno concordate con i governatori.

Il governo avanza anche sul federalismo fiscale per la sanità e, a dispetto delle previsioni e degli accordi, presenta in un solo decreto la rivoluzione dell’autonomia impositiva regionale e quella dei costi standard in sanità. Un passo in avanti del tutto inatteso per le regioni, quello di unificare in un solo testo le due materie e, soprattutto, di anticipare subito anche i costi standard sanitari. Una «corsa a bruciare i tempi, incomprensibile e che rischia di fare solo danni», ha commentato il rappresentante dei governatori Vasco Errani.

Le attese (o le speranze) regionali, dopo il vertice di martedì con Tremonti e Calderoli, erano infatti di continuare un confronto serrato almeno per un’altra settimana sulla sanità. A far premio nella scelta a sorpresa del governo, ha insistito il premier in conferenza stampa, la necessità di garantire «servizi pubblici e costi uguali dal nord al sud» e di colpire una volta per tutte gli sprechi. La spesa sanitaria, non a caso, è la prima indiziata.

Anche se finora nessuno dei rilievi dei governatori, tanto meno di quelli del sud, è stato accolto. La via scelta dal governo, sotto la spinta del Carroccio, è stata di tirare dritto e di non infilarsi in discussioni tecniche che, al di là della loro ragionevolezza, avrebbero rischiato di impantanare la rivoluzione federale in sanità. Già questa mattina, del resto, il parlamentino dei presidenti, leghisti a parte, non mancherà di protestare, proprio prima della conferenza unificata col governo.

La versione dei costi standard ricalca alla lettera il testo inviato alle regioni poco più di una settimana fa. Con la significativa novità – nella parte sull’autonomia impositiva regionale – dell’istituzione dal 2014 di un Fondo perequativo di solidarietà tra le regioni per il finanziamento integrale della sanità, ma anche di istruzione, assistenza sociale e trasporto pubblico locale.