Federazione Sindacati Indipendenti

Napolitano, inammissibili superficialita’ su sicurezza

MODENA – “Nonostante i progressi che hanno contribuito a contenere il grave fenomeno, continuano purtroppo a registrarsi ogni giorno infortuni sul lavoro, troppo spesso mortali, anche a causa di inammissibili superficialità e gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori”.

E’ il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro) in occasione della 60/ma giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro che si celebra a Modena. Rinnovando la solidarietà e la vicinanza alle vittime, il Capo dello Stato ha aggiunto che “l’incolumità e la salute dei lavoratori costituiscono valori primari per la società e la loro tutela è interesse non solo del singolo lavoratore, ma di tutta la collettività.

Dobbiamo perseguire con impegno – ha esortato Napolitano – una politica sistematica e continua di prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro, ispirata ad una cultura della legalità e sicurezza e basata su una costante e forte vigilanza sul rispetto delle norme e delle condizioni di lavoro”.

FINI, INCIDENTI FENOMENO INACCETTABILE – “Le statistiche riguardanti gli infortuni lavorativi, pur evidenziando una tendenziale flessione, descrivono un fenomeno sociale che permane grave ed inaccettabile e che richiede una ferma e condivisa volontà di cambiare le cose, di elaborare proposte efficaci e di adottare misure preventive e di controllo, atte ad aumentare significativamente la sicurezza sul lavoro”.

E’ questo l’invito contenuto nel messaggio inviato dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’Anmil. “Una società più felice e più giusta – ha aggiunto Fini – capace di assicurare a ciascun cittadino condizioni di vita rispettose della sua dignità trova, nella sicurezza sul lavoro, un cardine necessario e ineludibile.

Non si tratta di migliorare la qualità della vita di ognuno di noi, si tratta anche di restituire al lavoro il valore fondante che la Carta Costituzionale gli riconosce, la sua giusta funzione di strumento attraverso il quale l’uomo può maturare ed esprimere le sue capacità più apprezzabili e meritevoli.

La salute e la sicurezza sul lavoro – ha sottolineato Fini – è dunque una priorità sociale che va affrontata con l’impegno di tutti, istituzioni, imprenditori, stampa e società civile, nella consapevolezza che la sua effettiva tutela costituisce un inequivocabile attestato di civiltà e di progresso”.

SACCONI, ACCELERARE APPLICAZIONE LEGGE SICUREZZA – “Come prima cosa bisogna accelerare la piena attuazione del nuovo testo unico sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, sia attraverso aspetti regolatori che con interventi di formazione, informazione, prevenzione e vigilanza”.

E’ l’impegno assunto dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, intervenuto a Modena alla 60/ma giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro organizzata dall’Anmil. “Fondendo nell’Inail altri due enti – ha detto Sacconi – abbiamo creato un unico ente per la sicurezza dei lavoratori che deve, fra le altre cose, assistere le imprese nelle tecniche della prevenzione, oltre che concorrere alla formazione e all’assistenza delle vittime”.

Il ministro ha riconosciuto, su questo tema, anche il ruolo dell’Anmil: “E’ un partner fondamentale, specifico per un grande programma da attuare nelle scuole insieme all’Inail, senza dimenticare l’importante rete di servizi che mette a disposizione delle vittime degli incidenti sul lavoro”. “Non sono assorbite del tutto le ragioni di instabilità finanziaria e c’é un sistema che ha una vocazione alle scorciatoie speculative se non si tagliano le unghie a queste attitudini.

Con queste parole il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, si è associato al collega dell’economia Giulio Tremonti che ha lanciato l’allarme di un’intensificazione della speculazione finanziaria. “Tremonti – ha detto Sacconi – che ha guidato saggiamente la nostra finanza pubblica negli ultimi due anni ha sollecitato istituzioni internazionali e altri paesi a regolare il mercato finanziario: ha ragione, la guardia deve essere mantenuta alta”.

SCHIFANI, SICUREZZA LAVORATORI PRIORITA’ PAESE – “Vorrei esprimere la mia ideale adesione a questa iniziativa. La sicurezza dei lavoratori rappresenta una priorità assoluta per il nostro Paese e questa consapevolezza deve spingerci ad un costante impegno per valorizzare e diffondere tra i cittadini una cultura di maggiore attenzione negli ambienti lavorativi, dove l’attuazione delle norme a tutela della salute e della vita dei lavoratori deve essere piena ed efficace”.

Così il Presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio al Presidente dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, Rosario Conti, in occasione della 64.ma Giornata delle Vittime di incidenti sul lavoro, che si svolgerà oggi a Villafrati.

CHITI, STOP MORTI BIANCHE, DA GOVERNO CONTRORIFORMA – “Il governo sta procedendo sulla strada di una ‘controriforma’. L’iter del Ddl lavoro ne è un esempio. Dopo essere stato rinviato al Parlamento da parte del Presidente della Repubblica è ora nuovamente all’esame della Camera. Il testo contiene norme regressive per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Non possiamo e non dobbiamo allontanarci dal solco tracciato negli anni passati”.

Così il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti durante l’Orazione ufficiale in occasione della 60ma Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa da ANMIL Firenze, presso Palazzo Vecchio. “Dobbiamo dire basta alle morti sul lavoro. Sono intollerabili. Le leggi che ci sono devono essere rispettate – sottolinea Chiti – attuate con rigore. L’Italia ha bisogno di un grande cambiamento culturale e politico: la piena tutela dei lavoratori, la dignità della persona, il rispetto della legalità devono divenire principi portanti della nostra società, a tutti i livelli.

La legge 626 sulla sicurezza non è un lusso, dobbiamo stare attenti e tenere ferme le conquiste nostre e dei nostri padri”. “In molte aziende – continua il Vice Presidente – si vuole velocizzare la produzione e aumentare il guadagno a scapito della sicurezza; questa cultura del rendimento a tutti i costi, anche a prezzo di alti sacrifici umani, va sconfitta, perché spesso è alla base di inadempienze e di trascuratezze che provocano incidenti fatali”.

“La battaglia a difesa dei diritti dei lavoratori – sostiene Chiti – ha dato nel tempo buoni frutti: riduzione del numero di morti e incidenti, più controlli e pene pesanti e fattive nei confronti dei datori di lavoro che sfruttavano il lavoro nero e non facevano rispettare le norme di sicurezza. Noi pensiamo che i Paesi emergenti debbano progressivamente avvicinarsi agli standard dell’Europa, anche per garantire, nella globalizzazione, una competitività regolata. Non siamo noi a doverci avvicinare ai loro canoni”.