Federazione Sindacati Indipendenti

Blitz alla Asl per duecento nomine

Marco Battistini Disposti incarichi su tutti i fronti, nonostante l’imminente arrivo del nuovo manager All’Asl di Latina rivoluzione in «zona Cesarini». In termini tecnici è stata definita «riorganizzazione della struttura interna come previsto dall’atto aziendale». Sul piano sostanziale il vertice Asl ha rinnovato gli incarichi dirigenziali, a pochi giorni dal cambio della guardia.

Proprio quando il governatore Renata Polverini si appresterebbe a nominare i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie. Il tutto è accaduto in pochi giorni. 197 nomine racchiuse in un pugno di delibere. Un autentico «spoil system» effettuato a tempo praticamente scaduto. Eppure c’è stato chi in tempi non sospetti aveva chiesto al vertice Asl di non procedere con conferme o nuove nomine.

Non mancano già le prime polemiche. L’Asl ha deciso di disattivare l’unità operativa complessa del Registro tumori, inserendola nella Uoc Epidemiologia, insieme al Registro nominativo cause di morte. Un accorpamento che ha destato le prime reazioni negative della Lega tumori. «Non capiamo per quale motivo il provvedimento sia stato preso a pochi giorni dal cambio del vertice Asl» ha dichiarato qualche giorno fa il dottor Alessandro Rossi, presidente della Lilt di Latina.

Ma non è solo il Registro tumori ad aver subito un ridimensionamento. Dal 1 novembre ci sarà un unico reparto di Malattie infettive che passerà di fatto sotto la direzione degli universitari. Sotto il profilo della legittimità nulla da dire sulla rivoluzione operata. Anche la sentenza 255/2009 del Tar in qualche modo dava il via libera all’adozione dell’atto aziendale. Ma a sorprendere è la tempistica. Lo «spoil system» è arrivato al termine della gestione sanitaria del centro-sinistra.

I dirigenti nominati dall’ex governatore Piero Marrazzo si sono precipitati a ridisegnare la nuova Asl «anticipando» eventuali scelte dei successori. Non un problema di legalità o legittimità ma di opportunità politica. Il nuovo manager Asl si troverà a governare la sanità pontina con la squadra voluta da altri. In pratica il centro-destra pur avendo vinto le elezioni è come se fosse ancora all’opposizione.