Federazione Sindacati Indipendenti

SANITA’/COMM.ERRORI: ORLANDO, POLITICA SAPPIA FARE UN PASSO INDIETRO

Roma – ”E’ necessario che, accanto a chi si occupa del ‘chi’ commette un errore in campo sanitario, ci sia anche qualcuno che si occupi del ‘perche” un errore viene commesso. Raramente infatti il ‘chi’ e il ‘perche” coincidono. Al netto di alcuni casi da isolare, molto spesso laddove si ravvisa un errore, se si scava, si intravedono anomalie funzionali, strutturali e organizzative, che costituiscono il terreno in cui l’errore trova spazio.

Del ‘chi’ si occupa la magistratura; far luce sul ‘perche”, e’ compito della nostra Commissione, che ha come obiettivo quello di far crescere la fiducia nel Sistema sanitario nazionale”. Cosi’ il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, e’ intervenuto oggi nel corso di una conferenza stampa sui punti nascita organizzata dall’Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani).

”Ne consegue che spesso, oltre al singolo medico responsabile materialmente del singolo episodio, bisognerebbe punire anche qualche manager. Ma quello che si impone come passo necessario per arrivare ad una migliore qualita’ della nostra sanita’ – ha aggiunto Orlando – e’ che, in questo campo, la politica, ove necessario, sappia fare anche un passo indietro”.

”Per quanto attiene specificamente alla questione dei punti nascita, e’ necessario razionalizzare e tagliare quelli che non raggiungono il numero minimo di parti che possa garantirne la corretta funzionalita’ o che non presentino quelle caratteristiche valutate come essenziali dalla comunita’ scientifica. Concetto, questo, che andrebbe spiegato anche ai sindaci e ai politici locali, che spesso manifestano per tenere in vita strutture che possono recare piu’ danno che aiuto”.

”Specchio delle anomalie del nostro Paese e’ il numero e la dislocazione degli Utin, le unita’ di terapia intensiva neonatale: ad esempio ce ne sono otto solo a Palermo e otto in tutto il Veneto. Ma la quantita’ non coincide con l’efficienza del servizio offerto ai cittadini, perche’ molto spesso queste Utin non sono fornite dell’attrezzatura necessaria per renderle in grado di assolvere alle loro funzioni. Un sistema questo – ha concluso Orlando – che non garantisce certo una migliore qualita’ del servizio, se non uno spreco di risorse umane e finanziarie”.