Federazione Sindacati Indipendenti

Investiti in sicurezza 400 milioni

Migliaia di aziende e milioni di lavoratori coinvolti, centinaia di milioni di euro spesi: se tra le materie della formazione ce ne è una che ha il portafoglio ricco, senza dubbio è la sicurezza. E questa, più che un’esigenza, è una necessità. Come spiegano i dati Inail gli incidenti sul lavoro sono in calo e lo sono anche al netto della diminuzione di ore lavorate, ma sono ancora troppi: nel 2009 gli infortuni sono stati infatti 790mila (-9,7% sul 2008) e le morti bianche 1.050 (-6,3%).

In prima linea ci sono il ministero del Lavoro, l’Inail e i fondi interprofessionali che secondo una stima del dipartimento salute e sicurezza della Cisl dal 2008 ad oggi, complessivamente hanno impiegato oltre 150 milioni di euro per la formazione specifica su questo tema. Ma ci sono anche le parti sociali che stanno facendo la propria parte.

Confindustria da più di due anni ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza; tra le maggiori iniziative c’è il Sis (Sviluppo imprese in sicurezza) che nelle prime 23 giornate (si veda intervista sotto) ha portato a oltre 2.500 aziende il messaggio che «la sicurezza non deve essere vista come un obbligo ma come una opportunità da un punto di vista competitivo», spiega il professore della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa Marco Frey.

Nel corso delle giornate confindustriali le esperienze che sono state presentate (si vedano le 2 pagine successive) hanno messo in luce che «la sicurezza deve essere integrata nell’organizzazione e che può generare anche benefici di natura economica», sottolinea Frey. Quando si parla di sicurezza, a mancare ormai non sembrano più i fondi che dal 2008 a oggi tra pubblico e privato sono stati oltre 409 milioni di euro.

O una legislazione avanzata. Ma la cultura sì. E tutti i soggetti coinvolti per innalzarla hanno puntato molte risorse sulla formazione. Dalla direzione centrale della prevenzione dell’Inail, Flaminio Galli spiega che il suo dipartimento gestisce varie tipologie di fondi. Per il 2010 ci sono 30 milioni di euro che vengono usati per formazione, informazione e ricerca con una serie di progetti che per il 60% sono nazionali e centralizzati e per il 40% fanno capo alle regioni.

Questi fondi nel 2009 erano 20 milioni, c’è stato quindi un aumento pari al 50%. L’Inail ha elaborato «delle linee guida per pianificare e controllare il flusso di questa spesa da parte delle regioni e per poterne avere il controllo – continua Galli –, in modo da mettere a fattore comune i risultati raggiunti». Per il 2010 Inail ha a disposizione 60 milioni di euro da utilizzare per un bando che verrà replicato anche nei prossimi anni per finanziare le imprese che fanno investimenti sulla sicurezza, riguardanti «progetti e sperimentazioni di soluzioni innovative di gestione che si stanno sviluppando oppure cambio di macchinari o impianti – dice Galli –.

Il bando del 2010 dovrebbe essere pubblicato verso fine novembre e queste somme per il prossimo anno verranno aumentate perché il consiglio di indirizzo dell’istituto ha come obiettivo primario quello di impattare sulla prevenzione sulla sicurezza». A questi fondi vanno aggiunti quelli che il ministero del Lavoro trasferisce all’Inail in virtù dell’articolo 11 del testo unico: circa 19,5 milioni di euro.

«Di questi 14,5 milioni vengono impiegati per un piano nazionale di formazione per il quale è attivo un tavolo con le parti sociali per concertare quali saranno le modalità, mentre 5 milioni sono destinati ai sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro», precisa Galli. Con il correttivo all’Inail è stata data la possibilità di attuare una serie di politiche che prima non aveva.

L’Inail inoltre ha una scuola di formazione interna (3,5 milioni), accordi con le università per fare master e corsi di aggiornamento e svolge attività di formazione nella scuola. E poi c’è il progetto messo in piedi con l’Anmil, l’associazione dei mutilati sul lavoro (3 milioni). Il ministero del Welfare dal canto suo «sta attivando ogni possibile sinergia con soggetti pubblici e privati per migliorare l’impatto delle rispettive attività in termini di efficacia».

Dalla Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro, Lorenzo Fantini non nega che manca ancora una politica nazionale e unitaria sulla sicurezza, ma gli impieghi dal 2008 in poi sono stati molto importanti. «C’è un articolo del testo unico che è dedicato alle attività promozionali della salute e sicurezza ed è l’articolo 11 che è stato finanziato per il 2008, il 2009 e il 2010», dice Fantini. Nel 2008 sono stati destinati 50 milioni di euro per attività promozionali della salute e sicurezza tra cui una campagna di comunicazione (20 milioni) e attività di formazione su base regionale (30 milioni).

Per il 2009 le risorse stanziate sono state pari a 37 milioni di euro di cui 5 milioni per progetti di investimento in materia di salute e sicurezza per le Pmi, 27 milioni di euro per il finanziamento di progetti formativi in materia e 5 milioni di euro per il finanziamento di attività di istituti scolastici, universitari e di formazione. Per il 2010, infine, le risorse sono state 36 milioni di euro di cui 20 milioni per il finanziamento di attività promozionali per le Pmi, circa 11 milioni per attività formative su base regionale e 5 milioni per il finanziamento di attività di istituti scolastici e universitari.

È evidente che per la sicurezza oggi il problema non sono le risorse. Quello della burocrazia e dell’efficiacia delle attività però sembra di si. Nel primo caso c’è un problema burocratico che non consente di impiegare i fondi in tempi rapidi, nel secondo caso invece devono essere individuate e sperimentate modalità di formazione diverse e più efficaci. «Non si può fare la formazione frontale sulla sicurezza, servono programmi studiati ad hoc per azienda e per mansione del lavoratore», osserva Fantini.

Michele Lignola, direttore di Fondimpresa spiega che «i soci hanno sempre indicato la salute e sicurezza come una delle principali attività del fondo, fin dall’accordo del 2002 in tutti gli atti fondativi e in tutti i momenti successivi in cui si sono focalizzati sulle finalità». Dopo la start up, l’avviso dedicato all’edilizia a fine 2007, «i nostri soci hanno assunto la decisione di adottare una linea di finanziamento specialistica – racconta Lignola –.

Il primo avviso del 2008 venne replicato nel 2009 e poi anche nel 2010 con una doppia scadenza annuale per ognuna delle quali dovevano esserci a disposizione 6 milioni di euro». Ma le domande hanno superato ogni aspettativa e i soci hanno deciso di aumentare i finanziamenti. «Così in totale gli avvisi specifici hanno messo a disposizione delle imprese 25 milioni per il 2008, 21 per il 2009 e per ora 15 per il 2010», dice Lignola.

Ma non è tutto perché dalle attività di formazione è emerso che il 20% delle ore finanziate sono dedicate proprio alla sicurezza. Questo fa stimare a Fondimpresa che dal 2007 «il livello dei finanziamenti ha raggiunto 153 milioni di euro, coinvolto 10mila aziende e 240mila lavoratori».