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Haiti minacciata dal colera

A dieci mesi dal terremoto che ha ucciso 250mila persone e ne ha lasciate 1,2 milioni senza casa, non c’è ancora tregua per Haiti. Negli ultimi due giorni 138 persone sono morte e altre 1.500 sono state infettate da quello che sembra essere colera, l’infezione intestinale causata da un batterio che si trasmette attraverso acqua e cibo contaminati.

Le vittime stanno soffrendo di febbre alta, diarrea e vomito, sintomi tipici del colera che possono portare velocemente alla disidratazione e alla conseguente morte, se non curati. Centinaia di haitiani sono accampati intorno all’ospedale St. Nicholas nella città di Saint Marc, sdraiati e seduti sulle lenzuola nei parcheggi per automobili, con le flebo al braccio.L’inviato di Al Jazeera, arrivato all’ospedale, ha descritto la scena come «assolutamente terrificante».

«C’era il caos totale. Fiumi di pazienti che continuavano ad arrivare dai villaggi periferici della regione, tutti con casi di disidratazione, diarrea acuta e vomito. Ci arrivano voci di casi in tutta la regione. È una zona rurale, il cuore dell’agricoltura di Haiti. C’è molta povertà, un alto tasso di disoccupazione e pochissima acqua potabile».

Il direttore generale del dipartimento della sanità, Gabriel Thimote, ha dichiarato di star attendendo i risultati dei test di laboratorio per capire se si tratti di colera o meno, ma un funzionario dell’ONU, Imogen Wall, ha detto che il ministro della sanità gli avrebbe già confermato la natura dell’infezione.

Le aree più colpite sono quelle di Douin, Marchand Dessalines e Saint Marc, circa 100 chilometri a nord di Port-au-Prince. Le vittime sono di tutte le età, ma bambini e anziani sembrano essere i più colpiti.