Federazione Sindacati Indipendenti

Autonomi, quali diritti per i genitori adottivi e affidatari?

Per aver diritto all’indennità di maternità o paternità, i lavoratori devono avere almeno tre mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile e l’indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, è pari all’80% di 1/365 (un trecentosessantacinquesimo) del reddito risultante dai versamenti nei 12 mesi precedenti l’evento.

Per quanto riguarda, il congedo parentale, esso spetta nel limite di tre mesi entro il primo anno di ingresso in famiglia del bambino e l’indennità è pari, per ciascuna giornata indennizzabile, al 30% di 1/365° (un trecentosessantacinquesimo) del reddito percepito nei 12 mesi precedenti l’evento.

Da quanto sopra evidenziato emerge una disparità di trattamento con i lavoratori subordinati che in caso di adozione ed affidamento, alla luce delle modifiche apportate al D.Lgs. n. 151/2001 dalla Finanziaria 2008, possono contare su cinque – e non tre mesi – di congedo successivi all’ingresso del minore in famiglia ed a prescindere dall’età del bambino.

Un’ulteriore differenza con le lavoratrici subordinate è relativa all’adozione internazionale visto che le madri iscritte alla Gestione separata non possono usufruire di alcun periodo di congedo prima dell’ingresso del minore nel nucleo familiare durante la permanenza all’estero per permettere l’incontro con il minore e gli adempimenti necessari per la procedura di adozione. Infine si evidenzia come anche il congedo parentale sia inferiore al congedo spettante ai genitori adottivi ed affidatari, lavoratori subordinati.

Le lavoratrici autonome

Alle lavoratrici autonome spetta l’indennità di maternità, senza obbligo di sospensione dell’attività, anche in caso di adozione ed affidamento, ma solo per i tre mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia e purché lo stesso non abbia superato i sei anni o la maggiore età in caso di adozione ed affidamento preadottivo internazionale.

Alle stesse spetta, subordinatamente all’effettiva astensione dal lavoro, anche il congedo parentale per tre mesi, continuativi o frazionati, entro un anno dall’ingresso del bambino in famiglia purché il minore al momento dell’adozione o affidamento non abbia compiuto i 12 anni di età.

Le indennità ammontano:

  •  all’80% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, in relazione alla categoria di appartenenza, per il congedo di maternità
  • al 30% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, in relazione alla categoria di appartenenza, per il congedo parentale.

Al padre lavoratore autonomo non spetta né l’indennità di maternità, né quella relativa al congedo parentale. Anche nel caso di lavoratrici autonome sono evidenti le diversità che sussistono con le lavoratrici dipendenti.

Le libere professioniste

Ai sensi dell’art. 72, D.Lgs. n. 151/2001, l’indennità di maternità spetta alle madri libere professioniste per i primi tre mesi dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato, a condizione che lo stesso non abbia superato i sei anni di età e previa richiesta all’Ente che gestisce le forme di previdenza entro 180 giorni dall’ingresso.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 371 del 2003, ha però dichiarato illegittimo il citato art. 72 nella parte in cui non prevede che, in caso di adozione internazionale, l’indennità di maternità spetti nei tre mesi successivi all’ingresso del bambino anche nel caso in cui lo stesso abbia superato i sei anni di età.

Sempre in materia, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 385 del 2005 ha esteso il diritto all’indennità di maternità anche al padre adottivo ed affidatario libero professionista, che ne può usufruire in alternativa alla madre.

In definitiva, alla luce delle suddette sentenze si deduce che, in caso di adozione ed affidamento, spetta:

  • l’indennità di maternità alla madre adottiva o affidataria, o in alternativa al padre, per i primi tre mesi dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato ed a condizione che lo stesso non abbia superato i sei anni di età;
  • in caso di adozione internazionale, l’indennità spetta per i primi tre mesi dall’ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato, anche se lo stesso abbia superato i sei anni di età.

L’ammontare dell’indennità è pari all’80% di 3/12 (tre dodicesimi) del reddito percepito e denunciato ai fini fiscali nel secondo anno precedente a quello dell’evento. Anche nel caso delle libere professioni sono evidenti le diversità che sussistono con i lavoratori dipendenti.

 

Autore Rossella Schiavone