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La Regione pronta a tagliare il 14% «Il bilancio più difficile da 40 anni»

Se ne parlava, con timore, da tempo. Adesso, per la Regione, è arrivato il momento della stretta finale sul bilancio 2011. Un’operazione che dovrà tenere conto di due grossi scogli: il patto di stabilità che impone a viale Aldo Moro una riduzione delle spese di circa il 14 % e la decisione del governo di tagliare i trasferimenti statali alle Regioni. A fare il punto davanti all’assemblea legislativa, è stata ieri Simonetta Saliera, vicepresidente con delega al Bilancio: «Il contesto è aspro e complicato, e le scelte del governo aggravano la negatività del quadro».

La vice di Errani azzarda una stima sui mancati trasferimenti: «Abbiamo previsto un calo proporzionale di 340 milioni di euro». E poi fa il punto sulle griglie imposte dal patto di stabilità contraddicendo il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: «Nella sua relazione sul federalismo fiscale, Tremonti aveva detto che l’impatto della manovra sarebbe stato del 3% sulla spesa complessiva».

Secondo Saliera la realtà è ben diversa: «Il patto impone alle Regioni una riduzione delle spese del 13,6 % nel 2011; del 16,3% nel 2012 e del 17,2% nel 2013». Insomma, questo è il quadro nel quale bisognerà varare il bilancio. E vista la situazione, inutile nascondere che sarà necessaria «una rigorosa selettività delle misure». Intanto saranno ridotti i costi di gestione a partire da consulenze, convegni e manifestazioni promozionali.

Sono i tagli da mesi al centro di un intenso dibattito. Il problema è che la volontà di risparmiare sul funzionamento della macchina — pur apprezzabile — stavolta non basta, perché l’entità della stretta è così consistente da mettere a rischio i servizi ai cittadini. Per questo viale Aldo Moro spera almeno di salvare il salvabile su alcune voci fondamentali: «Si imporranno scelte dolorose — dice Saliera —.

Lavoreremo per tutelare le priorità: i servizi sociali, le misure straordinarie anti-crisi, il trasporto pubblico locale, il finanziamento Fas (Fondo aree sottoutilizzate ndr) per le infrastrutture, lo sviluppo economico sulla formazione professionale, l’innovazione industriale e il terziario». Non sarà facile. Il presidente Vasco Errani, spera ancora che Roma faccia retromarcia: «Siamo impegnati a confrontarci con il governo per cambiare la manovra. Così è insostenibile e ha un’incidenza molto pesante sui servizi».

Il riferimento è ai trasporti («non si possono azzerare i fondi») e alla sanità («sono diritti fondamentali»). Il bilancio, in ogni caso, non è in discussione: viale Aldo Moro lo approverà senza ricorrere come altre Regioni all’esercizio provvisorio. «Il bilancio più difficile degli ultimi 40 anni. Faremo la nostra parte — conclude Errani — ma non vogliamo rinunciare agli obiettivi di fondo di questa legislatura: sanità e welfare e sostegno a innovazione e ricerca».