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Con il Federalismo Puglia in mutande

Bari – Ma per Fitto è utile mentre Vendola va in California. Le proiezioni del Sole 24Ore su costi e benefici con l’entrata in vigore dal 2012 dicono che vi sarà un aumento delle tasse di 61 euro per residente. Il presidente della Regione, Nichi Vendola, tra qualche giorno si assenterà dalla Puglia e dall’Italia per volare in California e partecipare a un appuntamento sulla mutazione climatica in qualità di coordinatore europeo della piattaforma Europa 2020.

Sarebbe opportuno, invece, che si concentrarsi di più sul piatto, indigesto, che il governo Berlusconi e la Lega di Bossi, Calderoli e Maroni stanno preparando per il Mezzogiorno e per la Puglia con il federalismo fiscale prossimo venturo. Argomento al quale Vendola non è affatto estraneo dai suoi temi ma che nelle sedi opportune ha preferito delegare l’assessore regionale competente, Ida Dentamaro, che indubbiamente la materia la sa maneggiare.

Però. C’è un però. Il federalismo, nei fatti, è la priorità del governo perché la Lega l’ha imposta come tale nell’agenda politica anche di questo scampolo di legislatura oramai al termine per potersi presentare all’elettorato con in mano il trofeo. Di tutto il resto succeda quel che deve succedere. Piano del Sud su cui ci sta lavorando da tempo il ministro pugliese Raffaele Fitto, compreso.

E’ evidente che la tematica andrebbe fatta uscire dal ristretto ambito tecnico e farla diventare questione politica. Soprattutto ora che, mano mano che si arriva alla polpa dei decreti legislativi e cominciano a prendere forma i provvedimenti si cominciano a fare le prime proiezioni che raccontano insomma una realtà differente da quella che ministri e politici ci vengono a raccontare in televisione sulla necessità e l’ineluttabilità del federalismo. Che vorrà significare soprattutto stringere la cinghia a noi del Mezzogiorno.

E così l’ultima proiezione targata Sole 24Ore su costi e benefici del federalismo ristabilisce la verità su cosa accadrà quando il nuovo sistema andrà a regime. La Lombardia avrà un saldo positivo di 582 milioni di euro, il Lazio di 264 milioni, l’Emilia Romagna di 199 milioni, Veneto 149 milioni. Dalle Marche in poi, invece, si entra nel negativo. Marche meno 18 milioni, Molise meno 47, Liguria meno 49, Umbria meno 52, Toscana meno 66, Basilicata meno96, Piemonte meno 106, Abruzzo meno 119, Calabria meno 173, Campania meno 219. Ultima la Puglia con meno 250 milioni.

Tradotto in euro pro capite cioè per pugliese significa che ogni cittadino residente a Foggia, Bari, Brindisi, Taranto e Lecce dovrà pagare 64 euro in più l’anno per avere non servizi (sanità, trasporti, istruzione e assistenza) migliori ma mantenere lo stesso livello che abbiamo.

“Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine – afferma Antonio Decaro, capogruppo regionale Pd – e così dopo i roboanti annunci di un federalismo che non danneggia il Mezzogiorno scopriamo che la Puglia è la Regione che pagherà il prezzo maggiore perdendo 250 milioni solo nel 2012: mica male per un biglietto di ingresso nella giostra della secessione voluta dal leghista Bossi e portata avanti dal pugliese Fitto.

In pratica – aggiunge – si stanno realizzando i nostri incubi: la Puglia perderà 536 milioni di trasferimenti statali ai quali dovrà aggiungere 131 milioni delle accise sulla benzina destinati a passare alle Province per un totale di 667 milioni in meno. E pur aumentando l’addizionale Irpef dell’1,5% come suggeriscono gli autorevoli ingegneri della finanza federalista i quali fingono di non sapere che il gettito Irpef è proporzionale alla ricchezza di una regione, la Puglia incasserà solo 417 milioni con una perdita netta di 250 milioni di euro, praticamente 61 euro a testa.

Non ci vuole l’abilità del ministro Tremonti nel fare danni a capire che il federalismo è iniquo. La Lombardia, ad esempio con la stessa Irpef guadagna 582 milioni, ovvero 59 per abitante. Molise e Basilicata ne perderanno 149 e 163 ad abitante”. Sulla stessa linea l’on. Gero Grassi, pure lui Pd. “Federalismo? – si chiede- No, grazie alla luce del prezzo che dovrà pagare per fare parte di questo progetto che strizza l’occhio al Nord e nega il Sud. Che il federalismo fosse iniquo lo dicevamo da tempo. Ora abbiamo anche i dati che lo confermano.

Il Pd pugliese deve intervenire con fermezza. C’è una questione meridionale. E’ sotto gli occhi di tutti. Nessuno verrà a portare soluzioni al Sud. E’ necessario che il Sud trovi al suo interno la forza di reagire e di farsi avanti. Quando il sindaco di Bari, Emiliano, sostiene di porre la questione meridionale al centro ci trova perfettamente d’accordo”. E il ministro Fitto che dice? Anche ieri, intervenendo a un convegno, ha ribadito di augurarsi che “il federalismo venga approvato entro il 2010. La ritengo una riforma utile e positiva nell’interesse del Paese”.