Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità pugliese salata: blocco del turn-over, la paralisi

BARI – 652 Milioni di euro in meno per la Puglia, se il meccanismo federalista di ripartizione del Fondo Sanitario nazionale si basasse sui profili di spesa procapite per fascia d’età (studio Cerm, Competività Regolazione Mercati). Ma, qualunque sia il criterio di standardizzazione, la Puglia e le altre regioni del Sud sconteranno inefficienze e buchi di bilancio. In particolare, la Puglia dovrà fare i conti con l’elevato costo dei pochi lavoratori della sanità.

Anomalia tutta pugliese. 2,12 Miliardi (28,9% del Fondo Sanitario) la spesa 2009 per il personale sanitario, meno della Lombardia, regione virtuosa con solo il 29,5%: 8,7 addetti ogni mille abitanti, quello pugliese il dato più basso d’Italia. Ogni addetto costa, però, 59.930 euro: ecco la criticità, al pari della Sicilia. Retribuzioni sbilanciate al vertice della piramide (medici e dirigenti), se gli addetti sono solo 34.390 in totale (28.794 nelle strutture pubbliche).

La norma di blocco del turn-over, imposta da Tremonti per l’approvazione del Pino di Rientro della Puglia, è ancor più assurda: rischia di svuotare il sistema sanitario dall’interno, fino alla paralisi per mancanza di addetti. Contraddetta anche la posizione della Regione Puglia: fondo sanitario sottodimensionato che non considera il gran numero di anziani residenti (costano di più). Invece, sono stati spesi 652 Milioni di euro (8,87%) in più rispetto alla cifra teorica, più della media italiana. Peggiori i buchi neri di Lazio e Campania.

La proposta del Cerm. Di fronte a una situazione incerta e negativa per l’utenza, il Cerm propone un metro di valutazione più semplice: la spesa per assistere ogni cittadino (secondo 21 fasce d’età di 5 anni l’una e tre capitoli, spesa per diagnostica, farmaceutica, assistenza ospedaliera) e il rapporto tra i fabbisogni delle varie fasce d’età, calcolato sulla base delle 5 regioni migliori (Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto e Umbria), poi applicato alla struttura demografica di tutte le altre.