Federazione Sindacati Indipendenti

Più tutele per i co.co.co. se non si versano le ritenute

 

La prima è contenuta nell’articolo 39, con detta norma si estende il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali, già previsto dalla legge n. 638 del 1983 per i soli lavoratori dipendenti.

L’estensione comporta che l’omesso versamento, nelle forme e nei termini di legge, delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate dai committenti sui compensi ai collaboratori a progetto o ai titolari di rapporti di collaborazione coordinate e continuative, iscritti ai sensi dell’articolo 2 c. 26 della legge n. 335 dell’8 agosto 1995 (gestione separata). In pratica una completa equiparazione, a questi fini, del committente al datore di lavoro.

Si ricorda che per il reato evidenziato è prevista la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 1.033 euro che però non trova applicazione nel caso di versamento entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione.

La seconda disposizione che interessa è contenuta nell’articolo 50 che reca una disciplina di carattere transitorio sui rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, introducendo specifici criteri di determinazione della misura del risarcimento del danno in caso di accertamento della natura subordinata di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa qualora il datore di lavoro avesse offerto, entro il 30 settembre 2008, la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato abbia, successivamente alla data di entrata in vigore della legge in esame, offerto un’assunzione a tempo indeterminato.

L’articolo 50 pone, pertanto, una norma transitoria per la misura del risarcimento del danno nei casi in cui sia stata accertata la natura subordinata di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. In tale ipotesi, fatte salve le sentenze passate in giudicato, il datore di lavoro, qualora avesse offerto, entro il 30 settembre 2008, la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato ai sensi della disciplina transitoria sulla stabilizzazione dell’occupazione, di cui all’articolo 1, commi da 1202 a 1210, della L. 27 dicembre 2006, n. 296, è tenuto unicamente a risarcire il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità di retribuzione, avuto riguardo ai criteri indicati nell’articolo 8 della L. 15 luglio 1966, n. 604.

L’articolo 48, comma 7, introduce una ulteriore ipotesi di collaborazione coordinata e continuativa che può essere instaurata senza necessità di progetto.

Si tratta di collaborazioni occasionali, come definite dall’articolo 61, comma 2, del D.lgs. n. 276/2003, cioè di rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivo per lo svolgimento della prestazione sia superiore a 5.000 euro .

La nuovo tipologia interessa i servizi di cura e assistenza alla persona, non superiori, però, a 240 ore. Si perde, quindi, qualsiasi riferimento all’ammontare dei corrispettive ed ai giorni.

Ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa si rendono, inoltre, applicabili i nuovi termini di decadenza per opporsi alla comunicazione della risoluzione del contratto da parte del committente.

In base all’articolo 32 il collaboratore ha 60 giorni dal ricevimento della comunicazione per contestarla in forma scritta. L’opposizione perde però efficacia se entro i successiva 270 giorni il collaboratore non deposita il ricorso in Tribunale o non propone alla controparte una procedura conciliativa o d’arbitrato.

 

Autore Maria Rosa Gheido e Alfredo Casotti