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La Finanziaria congela i debiti delle Asl

Una croce sul diritto. È pesante il giudizio di associazioni forensi e categorie imprenditoriali sulla norma salva-sanità in Campania, passata praticamente in sordina nelle ore del disastro rifiuti. Il contestatissimo articolo, inserito nella Finanziaria appena passata alla Camera, «congela» ancora per un anno la possibilità, per i creditori della Regione, di ottenere le somme dovute da anni.

Una decisione che danneggia tutti i livelli dei fornitori: non solo i potenti gruppi delle lobby clinico-ospedaliere, ma anche la serie di piccole e medie imprese, le centinaia di farmacie che non sanno più come pagare a loro volta i fornitori, o le società che non possono garantire gli stipendi ai dipendenti, né come fare il pieno di carburante alle ambulanze che devono essere assicurate per 24 ore al giorno. Un volume enorme quello rivendicato dalla massa di creditori: tra gli 800 milioni e il miliardo di euro.

Per il governo regionale, è la seconda grande rogna: i conti in rosso della Sanità. Su cui Roma mette una toppa con l´articolo (bipartisan) inserito nella legge finanziaria che impedisce a migliaia di creditori di intraprendere o definire i pignoramenti nei confronti delle Aziende sanitarie locali, fino al 31 dicembre 2011. È il principio della «impignorabilità». «Un doppio inganno dello Stato», tuonano imprenditori e avvocati. I creditori sono sul piede di guerra.

L´Unione italiana forense sta organizzando una pubblica manifestazione a Palazzo di giustizia. La battaglia vede in prima linea una pattuglia di avvocati, tra i quali Lucio Biancardi, coordinatore per la Campania di Agit (Avvocati giusconsumeristi italiani). Il criterio della «impignorabilità», a loro parere, «è un ulteriore raggiro nella Campania già sciolta da ogni regola».