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Sicilia, altri 5 mila assunti

PALERMO – Sono già 52.700, tra precari e dipendenti di ruolo: un siciliano ogni 94 lavora nella sanità pubblica, di gran lunga l’industria più attiva dell’Isola. Adesso altre 4.900 persone verranno assunte, per colmare quelli che vengono indicati come i «vuoti di organico». E anche per sanare le situazioni di precariato, che riguardano circa tremila persone, comprese in questo vero e proprio esercito che già popola gli ospedali, le cliniche, i poliambulatori e gli uffici delle aziende sanitarie siciliane.

Nelle prossime settimane saranno immessi nei ruoli 2.507 tra medici, infermieri, parasanitari, amministrativi: i bandi sono già stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Sicilia del 31 dicembre. Da oltre dieci anni la Regione non assumeva personale in questo campo e ora il governo guidato da Raffaele Lombardo (Mpa) affida all’assessore «tecnico» alla Sanità, Massimo Russo, magistrato in aspettativa, il compito di riempire i vuoti.

Per le qualifiche non dirigenziali nelle Asp, negli ospedali e nei Policlinici universitari saranno disponibili 1.420 posti, 761 per le dieci aziende della Sicilia orientale, 659 per le sette della parte occidentale dell’Isola. La metà dei posti disponibili sarà messa a concorso e i rimanenti 700 posti saranno assegnati con la mobilità. Spazio dunque a 1.138 infermieri, 117 tecnici di radiologia, 105 fisioterapisti e 60 ostetriche.

Per quel che riguarda la dirigenza medica, a disposizione ci sono 1.087 posti: 147 saranno assegnati con lo scorrimento di graduatorie, 606 attraverso nuovi concorsi pubblici, 334 per mobilità. Non si tratta di numeri esagerati, in un campo già apparentemente affollato? I siciliani, secondo i dati disponibili al 31 luglio 2010, sono 5.046.654. Solo per pagare gli stipendi dei 49 mila dipendenti «strutturati» della sanità si spendono ogni anno 2 miliardi e 700 milioni di euro.

E le cifre non considerano gli altri dipendenti pubblici, i 20.642 dipendenti della Regione, che costano un miliardo e 84 milioni all’anno. Una legge regionale di fine anno, che punta a stabilizzare 23 mila precari degli enti locali, è stata impugnata dal commissario dello Stato: assunzioni bloccate, per il momento, ma il principio della stabilizzazione rimane. In altri termini, prima o poi l’esercito dei dipendenti pubblici arriverà a circa centomila persone: un siciliano su cinque.

«Lo sblocco delle assunzioni arriva grazie ad un’attenta programmazione – dice l’assessore Russo – ed alla definizione delle piante organiche secondo i parametri nazionali». Russo se l’è presa con i «preconcetti e i pregiudizi» espressi contro la sanità siciliana: «In questi due anni la Sicilia ha prodotto un’opera titanica nel campo della sanità, per ripianare i conti e riqualificare l’offerta sanitaria.

Siamo stati più volte elogiati pubblicamente dai rigorosi tavoli ministeriali della Salute e dell’Economia per l’eccellente lavoro svolto. Cambiare si può. Anzi, si deve». Per coprire i vuoti in organico con l’assunzione dei precari, assicura l’assessore, «la copertura in bilancio c’è e non c’è pericolo di bancarotta».