Federazione Sindacati Indipendenti

Sicurezza sul lavoro, l’Italia verso il deferimento europeo

Stando a dati ancora non ufficializzati dall’Istat, l’anno appena trascorso avrebbe lasciato a terra almeno 1.080 lavoratori, a fronte dei 1.050 del 2009. Un numero in aumento, quindi, che preoccupa notevolmente le organizzazioni sindacali del paese. Ma per l’Italia le difficoltà potrebbero giungere anche da Bruxelles.

A seguito, infatti, di una denuncia presentata da alcuni sindacalisti di aziende della penisola, tra pochi giorni, alla riapertura dei lavori del Parlamento europeo, l’Esecutivo della Commissione Europea dovrà decidere sull’avvio di una procedura d’infrazione ai danni proprio dello stato italiano.

Al centro dell’iniziativa, le presunte difformità fra la direttiva europea che regolamenta gli obblighi e i doveri connessi all’applicazione e all’osservanza delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro, la n. 89/391/CEE, e le modifiche applicate dal governo italiano con il decreto legislativo n.106 del 2009.

Quest’ultimo provvedimento, emanato lo scorso agosto, è intervenuto in sostituzione delle norme introdotte dal governo Prodi, contenute nel decreto legislativo n.81 del 2008. Le attenzioni europee si focalizzeranno su alcuni punti del testo di legge, già criticati in estate da molti esponenti del sindacato italiano.

L’iniziativa intrapresa tra i banchi della Commissione Europea, così, mira all’eliminazione di contenuti fondamentali della disciplina varata dal governo italiano. Le incongruenze rispetto alle norme varate da Bruxelles, infatti, sarebbero diverse. Anzitutto, la tendenziale deresponsabilizzazione dei datori di lavoro rispetto agli obblighi imposti, invece, dall’articolo 5 della direttiva europea che regola proprio la materia degli oneri datoriali.

A questa seguirebbero la posticipazione dell’obbligo di valutazione, da parte del datore, del rischio da stress connesso allo svolgimento dell’attività del dipendente e la proroga dei termini finalizzati alla redazione del documento di valutazione dei rischi per imprese di nuova costituzione o per quelle già avviate.

Tutti questi punti del decreto n.106, infatti, secondo le indicazioni fornite dai sindacalisti italiani, sarebbero in totale contrasto con le imposizioni fissate dalla direttiva dell’unione. L’esito dell’iniziativa dovrebbe essere comunicato nei prossimi mesi.