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ALLARME DIOSSINA UOVA CONTAMINATE DALLA GERMANIA / in Italia piccola quantita’ di uova alla diossina

E’ sempre alta l’attenzione rivolta alla contaminazione di polli e maiali in Europa a causa della diossina contenuta nel mangime destinato agli animali. La Germania, paese coinvolto nella diffusione del mangime contaminato, è stata invitata martedì a Bruxelles per “fare il punto” tecnico della situazione.

Al momento in Germania sono stati chiusi 4.700 allevamenti di polli e suini, certificando 527 tonnellate di mangime inquinato e denunciando l’export avvenuto verso l’Olanda di 136mila uova a rischio. Una parte di queste, è finita nel Regno Unito e trasformata in cibi lavorati, immediatamente tolte dai supermercati.

La Commissione Ue coordina l’applicazione del meccanismo di «rapido allerta» stabilito dai Ventisette. Attualmente non si conosce la causa di queste contaminazioni e gli investigatori tedeschi sono al lavoro per spiegare la dinamica di quanto accaduto. E’ stato comunque reso noto che anche alcune galline risultano contaminate.

Anche in Italia sono arrivate una piccola quantità di uova contaminate, sebbene il ministero della Sanità abbia dato la rassicurazione di averle individuate, mettendoci al riparo da eventuali rischi. “Grazie all’etichettatura è possibile rintracciarle guardando il marchio di produzione e provenienza” – ha fatto sapere il ministero della salute- “le partite di uova che giunte in Italia dal mercato tedesco non provengono da allevamenti sospetti”.

L’invito è comunque di non abbandonarsi a inutili allarmismi, i controlli sono sempre molto serrati e precisi, ricordandoci che l’Italia importa ogni anno circa un milione e mezzo di tonnellate di latte,il 40 per cento arriva proprio dalla Germania. Sempre da questo Paese ogni anno arrivano sul mercato italiano 300.000 tonnellate di animali vivi e carni, su un totale d’importazione che sfiora il milione di tonnellate.

“Nessun problema, siamo molto tranquilli – fa sapere Davide Calderone, veterinario e vicedirettore di Assica (Associazione industriali delle carni) –. I controlli del ministero e delle aziende sono molto accurati. E comunque eventuali contaminazioni da diossina nei mangimi, come è avvenuto in questo caso in Germania, è praticamente impossibile che si trasferiscano nelle carni, ci sarebbero tempi di diluizione che potrebbero far rilevare tracce di quella sostanza tossica nell’ordine di qualche picogrammo”.

E’ forte il sospetto, da parte del governo tedesco che la società che ha scatenato lo scandalo diossina, la Harles und Jentzsch, abbia compiuto una frode verso i clienti ed evaso il fisco. Stando a quanto fa sapere il settimanale Der Spiegel, i vertici aziendali avrebbero tenuto nascosti i test risultati positivi. In Italia sono in molti a battersi per la totale trasparenza sull’origine dei prodotti, garantendo così la popolazioni da eventuali e gravi rischi ai danni della salute.

La Coldiretti chiede, non soltanto da ora, l’estensione dell’obbligo di indicare la provenienza su tutti i prodotti alimentari, come già avviene per le uova, e il ministero dell’agricoltura ha ribadito che il 12 gennaio diventerà legge la norma sull’etichettatura trasparente permettendoci così di sapere tutto sul prodotto alimentare acquistato.