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Scandalo protesi, primario sospeso l’inchiesta si allarga ai medici di base

Il Policlinico ha sospeso in via cautelare il professor Vittorio Patella. La decisione è stata presa ieri dal direttore generale, Vitangelo Dattoli, e sarà ufficializzata domani con la firma della delibera. La clinica di Ortopedia guidata da Patella non rimarrà però scoperta: al suo posto è stato nominato il professor Biagio Moretti, che già guida uno degli altri due reparti. Tra l´altro, il nuovo piano del Policlinico prevede l´accorpamento di una delle tre Ortopedie, «dunque – spiegano dalla direzione del Policlinico – non si creeranno gravi problemi da un punto di vista organizzativo».

La sospensione di Patella è comunque legata al provvedimento cautelare. Qualora dovesse essere revocato, il Policlinico deciderà il da farsi. Non è scontato che il professore rientri subito in servizio: recentemente Dattoli ha prolungato la sospensione di un ulteriore anno al professor Pasqualino Ciappetta, anche lui coinvolto in un´inchiesta giudiziaria, perché venuto meno il rapporto di fiducia.

Al di là delle decisioni della magistratura, il Policlinico con Patella dovrà affrontare sostanzialmente tre questioni: il problema dell´infungibilità delle protesi, visto che il professore ha utilizzato per due anni consecutivi solo e soltanto le protesi fornite dalle ditte di Gianpaolo Tarantini «perché io devo punire le altre ditte – diceva lo stesso Patella intercettato – quelle aziende che mi stanno trattando in una maniera che non mi va».

C´è poi un problema legato a come Patella entrava in sala operatoria, «senza cappello, senza mascherina, senza calzari e senza casacca addosso, in borghese» a credere alle parole di uno dei suoi collaboratori. Infine, ma non per ultimo, il problema dell´esclusività: Patella dovrebbe secondo la Procura (che infatti ha proceduto con un sequestro per equivalente) al Policlinico 290mila euro percepiti illecitamente in questi anni. Si tratta della somma che ha incassato per il regime di esclusività quando invece lavorava anche in due studi medici.

Particolare che non risultava alla direzione generale dell´Azienda ospedaliera. Ma l´inchiesta non è ancora chiusa e gli investigatori si stanno concentrando, ora, sui medici di base compiacenti, quelli cioè che avrebbero aderito all´offerta di collaborazione fatta da Ilaria Tatò nell´ambito dell´accordo criminale. Quei medici molto richiesti, con un elenco di oltre mille pazienti, che potevano rappresentare per la cricca un fortunato bacino di utenti ai quali impiantare protesi, molto spesso non necessarie.

A loro la dottoressa Tatò avrebbe dato in cambio denaro, cene e favori. Il loro ruolo, come dimostrano anche le intercettazioni telefoniche, sarebbe stato fondamentale per allargare il raggio di azione e rimpinguare le tasche. E intanto, sul nuovo scandalo della sanità pugliese, interviene l´onorevole Pierfelice Zazzera (Idv): «L´assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, deve cacciare chi è coinvolto», riferendosi a Patella e a Ilaria Tatò, «quest´ultima – afferma – confermata ad un incarico regionale nel controllo di gestione della sanità.

Gli arresti confermano l´esistenza di un sistema di spartizione della sanità tra Tarantini e Tedesco, di collusioni di amministratori sanitari che ancora oggi restano tranquillamente ai loro posti». Per Zazzera «il silenzio del centrodestra dimostra che una battaglia per moralizzare la sanità non può essere fatta in Puglia perché dentro ci sono tutti.

Ci sono direttori generali sotto indagine che continuano a ricoprire ruoli di responsabilità, così come – prosegue – è incomprensibile la permanenza a direttore amministrativo della Asl Bari Francesco Lippolis, che in una delle intercettazioni viene indicato da Tarantini come venduto all´ex assessore Tedesco. Francesco Lippolis è da tempo indagato, ma resta indisturbato al suo posto con responsabilità proprio sulla gestione degli appalti».

di MARA CHIARELLI e GIULIANO FOSCHINI

Fonte – La Repubblica