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Regione. Bilancio, Confindustria perplessa: ancora troppe spese nella sanità

Napoli- Non è una bocciatura ma neanche un invito a continuare così quello che Confindustria ha espresso sul Bilancio della Regione. Secondo il presidente degli industriali campani, Giorgio Fiore la spesa sanitaria della Regione Campania è ancora troppo elevata e penalizza lo sviluppo economico del territorio sottraendo risorse agli investimenti per circa 400 milioni di euro nel 2011.

Secondo Confindustria più coraggio all’amministrazione negli interventi di riduzione delle uscite per il sostentamento del sistema sanitario, maggiori investimenti in settori giudicati strategici per lo sviluppo come trasporti, politiche sociali e scuola, eliminazione dell’Irap e privatizzazione degli asset poco valorizzati, controlli trimestrali sui flussi di cassa in uscita.

Nel corso delle audizioni davanti alla Commissione Bilancio, sono stati presentati alcuni rilievi dettagliati rispetto a questioni che gli industriali giudicano non perfettamente rispondenti ad una manovra di crescita. Confindustria Campania punta l’indice contro le eccessive riduzioni di spesa, rispetto al 2010, in comparti importanti per la crescita economica del territorio.

Commercio e mercati perdono per intero il sostegno finanziario che un anno fa sfiorava i due milioni di euro: giù del 97 per cento la spesa relativa alla ricerca in agricoltura e dell’84 per cento (da 11 a 1,8 milioni) il credito agrario. Tagli al rafforzamento del sistema produttivo (dai 50 milioni del 2010 all’assenza di risorse per il 2011), turismo e industria alberghiera (12 per cento), scuola e formazione professionale (97 per cento) e edilizia abitativa (98 per cento).

Nel complesso la spesa per lo sviluppo passa da 3,345 miliardi di euro a 2,934. La giornata di ieri ha fatto registrare anche una polemica tra il consigliere del Pd, Antonio Marciano ed il presidente della Commissione, Massimo Grimaldi. Uno scontro provocato dalle mancate audizioni con i responsabili delle misure Psr, Fesr e Fse e con i vertici di Soresa, Cabina di Regia. Secondo l’esponente democratico.

“E’ il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro – dice – ad impedire le audizioni visto che soltanto con una comunicazione formale sono stati annullati gli incontri con i dirigenti che si occupano della programmazione dei fondi strutturali”. Nella nota Marciano parla di “fatto grave e inaudito che assesta un grave colpo all’autonomia del consiglio regionale e non consente di sapere come vengono impiegate le risorse dell’ente”.

Immediata la replica di Grimaldi. “E’ soprattutto il buonsenso, al di là della comunicazione formale, che impedisce alla commissione Bilancio di convocare i dirigenti regionali, riconoscendo che, in un sistema democratico, la burocrazia risponde al Governo e non all’assemblea legislativa, organo di natura prettamente politica, che ha nella Giunta e nel presidente Caldoro i propri interlocutori”.

Così Massimo Grimaldi, presidente della commissione Bilancio della regione Campania. “Del resto-aggiunge- se ciascuna delle 8 commissioni consiliari permanenti e delle 4 speciali e delle 2 d’inchiesta convocasse i dirigenti regionali, distogliendoli dal loro non facile lavoro e soltanto per aprire anche con loro infiniti spazi di confronto, si rischierebbe la completa paralisi della macchina amministrativa.

Ferme restando le prerogative dei consiglieri ed il ruolo centrale dell’assemblea, il Governo ha il dovere di fornire alle commissioni tutti gli elementi utili a svolgere appieno il proprio mandato di indirizzo e di controllo. Se e quando questo venisse a mancare- conclude il presidente Grimaldi- sarebbero legittime e persino condivisibili proteste e rimostranze che invece, nel caso del collega Marciano, appaiono oggi, speciose e strumentali, oltre che scorrette dal punto di vista procedurale”.

 

Piero Masone

Fonte: Ottopagine