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Sanità veronese nel mirino della Corte dei Conti

Verona – “Ridondante” e “sproporzionata”- Così viene definita la Sanità veronese, messa a nudo nella relazione annuale della Corte dei Conti regionale. In questa relazione vengono messe nero su bianco le varie spese delle aziende ospedaliere veronesi, classificate come “altri oneri finanziari”. Questo rapporto, redatto dalla presidente della Corte dei Conti regionale Diana Calaciura Traina, ci mostra come si è passati dai 0,9 milioni di euro del 2007 ai 17,6 del 2009.

Un boom di costi che inciderebbe sul bilancio regionale per percentuali di oltre l’80%. Necessario, dunque, razionalizzare le spese e gli ospedali esistenti. Si legge che il bilancio del 2009, nonostante l’approvazione, indica come uno dei fattori responsabili sia il costo per la gestione del project financing dell’ospedale all’Angelo di Mestre (Venezia), e che, seppur vi sia una diminuzione del disavanzo (nel 2009 è di 522 milioni di euro), ne resta comunque una cifra imponente (poco più di 100 milioni di euro).

È necessario “un più stretto controllo sui conti della sanità veneta. Il passivo della sanità veneta è imputabile soprattutto all’aumento nell’acquisto dei beni e servizi sanitari e dell’esposizione verso i fornitori privati” spiega la presidente, che prosegue parlando specificatamente di Verona definendola “oggettivamente ridondante rispetto al panorama regionale e nazionale e l’effetto di un’offerta eccessiva di posti letto lo si riscontra sia nel tasso di ospedalizzazione che nei costi assistenziali, causa determinante del disequilibrio economico delle aziende”.

Di simile situazione troviamo anche la sanità rodigina e bellunese, mentre vengono promosse Padova, Treviso, e soprattutto Vicenza di cui “il percorso verso un maggior contenimento delle perdite di esercizio iniziato nel 2007, dopo una breve interruzione nel 2008, è stato ripreso in modo cospicuo nel 2009”.

di Fabrizio De Guidi
Fonte: italiah24.it