Federazione Sindacati Indipendenti

Da gennaio stangatina sull’ Irpef regionale

Non solo l’ accisa sui carburanti, l’ aumento dell’ Iva e la reintroduzione dell’ Ici sulla prima casa: la manovra di Monti prevede dal primo gennaio il ritocco all’ addizionale regionale Irpef. Una misura necessaria a compensare la contrazione di risorse al fondo sanitario nazionale destinato alle Regioni.

E così se fino al 31 dicembre varrà l’ aliquota base dello 0,9%, col 2012 scatterà l’ aumento all’ 1,23%, che avrà anche valore retroattivo per l’ intero 2011, con conseguente conguaglio nelle buste paga dei dipendenti a gennaio e febbraio, o sulle dichiarazioni dei redditi degli autonomi nel mese di giugno.

La Lombardia, pur essendo nel club delle Regioni «virtuose», quelle con i conti in ordine, applica dal 2003 un’ addizionale progressiva per reddito, introdotta proprio per sostenere il suo sistema sanitario regionale. Tre le aliquote (per altrettante fasce di reddito) che la Lombardia si appresta ad alzare dal primo di gennaio dello 0,33%: fino a 15 mila euro di reddito si passerà dallo 0,9 a 1,23, tra 15 mila e 31 mila passa da 1,30 a 1,63, oltre i 31 mila passa da 1,40 a 1,73.

Tradotto: su un reddito di 25 mila euro lordi annui il cittadino pagherà ogni anno 347 euro di addizionale regionale anziché 265, e tra gennaio e febbraio si vedrà tagliare ulteriori 82 euro. Non tutte le Regioni hanno l’ aliquota progressiva, che è invece la regola per quelle meno virtuose, con i conti della sanità in disordine e dunque obbligate a effettuare onerosi piani di rientro. Altre, come Veneto e Toscana, applicano a tutti l’ aliquota base.

«Formigoni non si faccia scudo della manovra Monti», attacca il vicesegretario regionale del Pd Alessandro Alfieri: «Si lavori piuttosto per dare maggiore equità difendendo i redditi medio bassi. Dando per assodata l’ aliquota base dell’ 1,23%, ma nessuno obbliga la giunta regionale ad aumentare automaticamente l’ addizionale per tutti gli scaglioni di reddito.

Chi guadagna fino a 28 mila euro va tutelato mantenendo invariata l’ aliquota attuale, mentre per i redditi più bassi, quelli sotto la soglia dei 15 mila, per evitare loro il doppio balzello, sarebbe opportuno agire sui ticket sanitari, dai quali dovrebbero essere totalmente esentati».

 

di Andrea Senesi
Fonte: il Corriere della Sera