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Asl: ambulatori, si taglia I sindaci sono in allarme

I presidi Asl più piccoli e periferici nel 2012 potrebbero scomparire dalla mappa territoriale degli ambulatori. Cancellati per scarsità di risorse finanziarie. A stabilirlo è il regime di austerity imposto all’azienda sanitaria locale dalla Lombardia, che esige un riordino della rete di erogazione proprio nell’ottica del risparmio. Il che significa tagliare. Per ora però non è ancora dato sapere quanti e quali dei 122 presidi locali disseminati nei 164 comuni di competenza dell’Asl di Brescia verranno colpiti dalla scure dei tagli.

«Punti di erogazione più piccoli potrebbero magari accorparsi ad altri più grandi così da ridurre anche l’attività itinerante dei nostri operatori che quest’anno hanno percorso quasi 4 milioni di chilometri in 12 distretti», osserva il direttore generale dell’Asl di Brescia, Carmelo Scarcella. Del progetto di riorganizzazione si è parlato poco, certo, ma già si prevede, allo scattare del 2012, un incontro con i sindaci di competenza.

«Senza dubbio nei prossimi mesi verificheremo quali problemi potrebbero sorgere nei vari distretti di conseguenza ai tagli», anticipa il presidente della conferenza dei sindaci Asl, Gianmaria Giraudini, che precisa anche come un «giro di vite» sulle risorse sia già stato dato applicato alle comunità montane.

Una razionalizzazione che renderà necessarie per l’azienda sanitaria nuove dinamiche prima poco attuate come «l’acquisizione di servizi attraverso gare aggregate – continua Scarcella – o la collaborazione tra Asl: con Cremona per esempio condividiamo un laboratorio». Mentre si tracciano le direttrici da seguire nel 2012, è tempo però di fare anche un bilancio dell’anno appena trascorso.

l direttore generale, presentando le criticità superate nel 2011 (vedi i problemi di salute registrati a San Polo) si toglie qualche sassolino dalla scarpa e risponde a suon di documenti a chi («alcuni membri della commissione parlamentare rifiuti») ha contestato all’Asl di aver agito con «poca attenzione» su queste tematiche. «Chi parla non conosce il contesto bresciano e le indagini portate avanti dall’Asl.

A ottobre per esempio è partito un progetto di georeferenziazione per la raccolta di dati su possibili problematiche ambientali in tutto il territorio». Nel 2011 sono stati 11.234 i controlli nelle aziende, 13.851 quelli per l’igiene alimentare e 5.477 su strutture che vanno dalle case di riposo fino alle scuole. Somministrate a più di 200 mila persone 310 mila dosi di vaccini mentre sono oltre 110 mila gli screening eseguiti. Nel settore veterinario, ancora, sono stati monitorati 201.500 capi di bestiame.

 

di Silvia Ghilardi
Fonte: il Corriere della Sera