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Lombardia. PD: “Abbiamo i ticket più iniqui d’Italia”

Nel 2011 la regione Lombardia incasserà 235 milioni di euro dai ticket farmaceutici, 36 milioni in più rispetto al 2010, e 92 in più rispetto al 2007. Eppure, i redditi sotto i 36mila euro sono quelli chiamati a contribuire più che nelle altre sei Regioni a statuto ordinario con conti sanitari in ordine (Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Veneto e Basilicata) e più che nelle Regioni a statuto speciale, anch’esse con i conti in ordine.

L’accusa arriva dal vicesegretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri, che aveva proposto un ordine del giorno in sede di discussione del bilancio regionale, approvato qualche giorno fa, per prevedere l’esenzione dal pagamento dei ticket sui farmaci e del superticket sull’attività diagnostica ed ambulatoriale per chi ha un reddito familiare 2011 non superiore a 30mila euro, e di introdurre anche criteri di progressività nella compartecipazione alla spesa sanitaria per i redditi che superano tale soglia. La richiesta non è stata accolta.

“Il Pirellone – spiega Alfieri – ha il compito di rendere più eque le scelte del governo, articolando il principio della progressività in un modo o nell’altro. Alcune regioni lo hanno fatto sulle prestazioni sanitarie, altre sull’addizionale Irpef. La regione Lombardia non ha sinora messo in campo né l’uno né l’altro intervento, imponendo un doppio balzello che colpisce ricchi e poveri allo stesso modo”.

Per dimostrarlo il Pd ha prodotto alcuni dati e tabelle, da cui si può vedere che “solo in Lombardia, tra le sette Regioni con i conti in ordine, tutte le voci della compartecipazione gravano anche sui redditi minori”. E, anche per quanto riguarda l’addizionale regionale Irpef, aggiunge Alfieri, “occorre ricordare che la Lombardia ha scelto già dal 2003 di applicare le maggiorazioni fino alla quota massima dell’1,4%, che a partire dal 2012 sarà dell’1,73%, poiché la Regione ha deciso di incrementare tutte le fasce di reddito dopo l’aumento deciso in finanziaria nazionale dello 0,33%”.

Nel bilancio 2012 i fondi destinati al finanziamento del servizio socio sanitario regionale sono 17 miliardi e 450 milioni di euro circa, di cui 8,6 miliardi per l’assistenza distrettuale, 7,3 miliardi per l’assistenza ospedaliera, 935milioni per l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e lavoro e 450milioni euro come saldo di mobilità attiva per i cittadini fuori regione. Rispetto al 2011 c’è un incremento di 260 milioni di euro (+1,5%), di cui 50 mln di euro per il settore socio-sanitario.

Ma, se i conti del Pirellone sono in ordine, sottolinea il Pd, è grazie al cospicuo contributo dei cittadini: “attraverso i ticket sui farmaci, da 2 a 4 euro per ricetta, i ticket su visite ed esami (in Lombardia fino a 66 euro per prescrizione), e l’addizionale regionale Irpef, che la Regione applica dal 2003”. Secondo il cahier de doléance del Pd, la Lombardia fa pagare i ticket sui farmaci a chi guadagna meno di 12mila euro (con il Veneto è l’unica a non fare esenzioni sotto i 36mila euro), fa crescere l’addizionale regionale Irpef già dai redditi pari a 15.500 euro.

Come Veneto e Marche, non esenta alcuna fascia di reddito dal superticket di 10 euro su visite ed esami, che in Lombardia è modulato per prestazione e può costare fino a 30 euro in più, ed è pagato anche dai redditi minori, se non esenti per patologia o per l’appartenenza ad alcune categorie specifiche. Infine, conclude Alfieri, “è l’unica regione con i conti in ordine ad aver rimodulato il ticket per il valore della prestazione, e quindi prestazioni come la visita specialistica e di controllo, l’elettrocardiogramma dinamico o la mammografia bilaterale, costano di più che in Emilia Romagna e in Veneto, per citare due casi che hanno adottato filosofie diverse nell’applicazione del superticket”.

Ad esempio, per una visita specialistica di controllo i cittadini lombardi, indipendentemente dal reddito, pagano un ticket di 28,50 euro, contro di 23 dell’Emilia Romagna e i 25 euro-30 (ma per i redditi da 29mila euro in su) del Veneto, mentre l’ecografia dell’addome superiore costa 51,45 euro contro i 36-51 euro a seconda delle fasce di reddito dell’Emilia, e i 41-46 del Veneto.

 

Fonte: Quotidiano Santà