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Stop alle spese, niente farmaci «È necessario risparmiare»

BARI – Divieto per i medici ospedalieri di prescrivere farmaci e dimissioni dei pazienti solo di mattina e possibilmente non di sabato e domenica, quando gli studi dei medici di famiglia sono chiusi. Nell’Asl di Bari la spesa farmaceutica, anche nel 2011, ha oltrepassato il tetto massimo imposto dal Piano di rientro della Regione, superando il limite del 13,6 per cento della spesa sanitaria globale.

La direzione dell’azienda sanitaria, richiamata dall’assessorato regionale alla Sanità, ha quindi deciso di intervenire per invertire la rotta e ridurre i costi. Come? Con una nota interna, a firma del direttore generale dell’Asl Bari, Domenico Colasanto e del direttore sanitario Vito Gregorio Colacicco, inviata ai dirigenti degli ospedali baresi sono state imposte regole e paletti.

Tra i precetti c’è «l’inibizione per i medici ospedalieri e ambulatoriali – si legge nel documento – dell’uso del ricettario unico regionale per le prescrizioni farmaceutiche, identificando esclusivamente, fatti salvi i casi di urgenza, nei medici di base i professionisti aventi titolo ad effettuare la prescrizione farmaceutica».

In sostanza, l’Asl impedisce ai camici bianchi che lavorano negli ospedali di prescrivere, al paziente che sta per tornare a casa dopo il ricovero, il farmaco per la terapia. A farlo dovrà essere il medico di famiglia, per questo motivo l’Asl chiede «anche una razionale programmazione delle dimissioni per consentire il raggiungimento del medico curante in tempo utile per l’accesso alle terapie».

Tradotto, i pazienti dovrebbero essere dimessi quasi esclusivamente di mattina entro le 12 e possibilmente mai il sabato e la domenica, perché in quei giorni gli studi dei medici di base sono chiusi. «Al medico ospedaliero e allo specialista convenzionato – è scritto ancora nella nota – è consentita l’indicazione del solo principio attivo e non del nome commerciale della specialità medicinale, neanche sottoforma di suggerimento».

Non solo, il camice bianco che sbaglia sarà chiamato a rispondere personalmente. «Gli oneri derivanti dalla non corretta prescrizione – si legge ancora nel documento – verranno addebitati al medico proscrittore dipendente o specialista convenzionato interno». Il documento ha fatto infuriare i sindacati dei medici ospedalieri che hanno chiesto un incontro urgente al direttore generale dell’Asl per affrontare «il problema».

 

di Vincenzo Damiani
Fonte: il Corriere della Sera