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Salute, paradosso sui ticket: «Molti sono più cari di visite ed esami»

MILANO – È il paradosso della trasparenza: ora il cittadino ben accorto potrà scoprire che a volte paga un ticket più alto di quello che realmente costa al sistema sanitario. Per la prima volta in Italia, da giovedì chi si cura in Lombardia conoscerà per ogni esame, visita medica e ricovero quanto il Pirellone spende per lui. Il risultato?Al paziente bravo con i conti potrà saltare all’occhio che per 11 milioni e 206 mila prestazioni specialistiche (sulle 15 milioni erogate a pazienti non esenti) il ticket è più alto del valore riconosciuto alla prestazione stessa da Stato e Regione.

Qualche esempio: la prima visita specialistica per il Pirellone vale 22,50 euro, il malato la paga 28,50; il rimborso previsto per una radiografia al ginocchio è di 23,80, il paziente spende 29,80; stesso discorso vale per l’ecografia all’addome (32,70 contro 41,70) e per la mammografia (44,87 contro 48,30).

Le voci previste nella lettera destinata ai malati sono tre: la quota di ticket eventualmente pagata, la quota fissa per ricetta stabilita dalla Finanziaria 2011 (il cosiddetto superticket) e la quota eventualmente riconosciuta dalla Regione a saldo di quanto corrisposto come ticket.

L’obiettivo del provvedimento lo spiega l’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani: «È un’operazione di trasparenza e informazione. Avere consapevolezza dei costi pubblici è sapere ciò che lo Stato, ossia tutti noi, spendiamo per curarci. Tutti i cittadini, dai malati ai medici, devono responsabilizzarsi».In caso di malattie importanti, interventi chirurgici e ricoveri, ovviamente il cittadino sostiene spese decisamente inferiori a quello che la Regione sborsa per lui.

Ma il provvedimento di trasparenza ha un effetto collaterale: per le 11 milioni e 206 mila prestazioni specialistiche tra i 5 e i 50 euro il cittadino potrà vedere che il servizio sanitario regionale non sborsa nessuna quota aggiuntiva, la quota di ticket che paga corrisponde esattamente al valore che il Pirellone riconosce a quella prestazione e, con il superticket introdotto dalla Finanziaria, il malato paga più di quello che costa.Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Pd, commenta: «Con l’operazione trasparenza sono ancora più chiari i limiti del superticket che la Regione non ha voluto modulare in base al reddito».

 

di Simona Ravizza
Fonte: Corriere della Sera