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Sanità Lombardia: valzer dei posti ai vertici Asl ed ospedali

MILANO 04 AGOSTO 2012- Un nuovo assetto nell’ambito della dirigenza sanitaria lombarda che, in queste ore, ha visto il cambio di sede per 10 direttori generali, più una new entry, “I cambi di sede sono stati decisi in base alla maggiore congruità dei manager della sanità ai nuovi incarichi cui sono stati destinati. Regione Lombardia – ha precisato formula le sue valutazioni considerando merito dei singoli e qualità professionali. Non a caso tutti i direttori generali sono stati confermati nel loro ruolo”, ha sostenuto Roberto Formigoni.

Illustrando le novità, il presidente della Regione Lombardia ha precisato che, “nessuna bocciatura, solo spostamenti per valorizzare le competenze di ciascuno a vantaggio dell’eccellenza del sistema”. Così, i cambiamenti prevedono: Asl Sondrio: Claudio Garbelli (che lascia l’Asl di Lodi); Asl Lodi: Fabio Russo (che lascia l’AO di Desenzano); AO Desenzano: Marco Votta (che lascia l’Asl di Lecco); Asl Lecco: Enzo Lucchini; AO San Carlo: Germano Pellegata (che lascia l’Asl MI 2); Asl MI 2: Antonio Mobilia (che lascia l’AO San Carlo); Asl Monza: Maria Cristina Cantù (che lascia l’AO di Gallarate); AO di Gallarate: Humberto Pontoni (che lascia l’Asl di Monza); AO Niguarda: Walter Bergamaschi (che lascia l’AO di Varese); AO Varese: Callisto Bravi (che lascia l’AO Sacco); AO Sacco: Pasquale Cannatelli (che lascia l’AO Niguarda dopo 10 anni alla sua guida). Solo per Nicola Mucci si è dovuto procedere con la sua sostituzione, senza assegnazione di nessun altro incarico in quanto definito «non incaricabile» da una sentenza del Consiglio di Stato.

Le novità sono state comunicate in conferenza stampa in Regione dal governatore Formigoni insieme all’assessore alla Sanità Luciano Bresciani (Lega), a seguito del tavolo interassessorile al quale hanno partecipato gli assessori Bresciani e Giulio Boscagli (Solidarietà sociale).

Naturalmente, tutto ciò non poteva non essere oggetto di polemiche da parte dell’opposizione, “Un giro di valzer che non ha niente a che fare con la valutazione effettiva dei risultati e delle professionalità in campo”, ha dichiarato la vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Sara Valmaggi (Pd). Per la Valmaggi si tratterebbe di, “Un’operazione che, probabilmente risponde piuttosto alle nuove logiche di equilibrio politico interne alla maggioranza. Dovremmo ripetere come un mantra la necessità di rivedere complessivamente il sistema sia delle nomine che delle verifiche dei risultati ma per fare questo è necessario un cambio di marcia politico».

Nel corso della suddetta conferenza stampa, si è parlato anche dell’idea di ridurre o eliminare i ticket sanitari in Regione Lombardia che, come ha sottolineato Formigoni, è “condivisa da tutta la maggioranza. Il compito di realizzarla è affidato all’assessore alla sanità Luciano Bresciani» che dovrà «trovare il modo nonostante le ristrettezze delle risorse e la riduzione del fondo sanitario”. “Dobbiamo soltanto pensare a come fare. Il ticket è una tassa che lo Stato ci ha imposto e noi stiamo lavorando nel labirinto, che lo Stato, col ticket ci ha imposto. Ma l’obiettivo sarà raggiunto”, ha aggiunto Bresciani.

(Fonte: Corriere della Sera)