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Sanità al collasso, mille assunzioni

BARI — L’appuntamento con le sospirate deroghe per le assunzioni in sanità slitta di 3-4 settimane. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre sarà nuovamente convocato il tavolo istituzionale che vigila sul Piano di rientro sanitario. A quel punto, il via libera alle assunzioni sarà formalizzato senza difficoltà. La Regione ha chiesto di reclutare mille addetti, 300 medici e 700 infermieri. La proposta è stata formalizzata nell’incontro di ieri a Roma.

IL VERTICE A ROMA – L’incontro non era di carattere istituzionale: al tavolo era presente la delegazione pugliese e i dirigenti dei dicasteri Economia e Sanità, ma mancava il rappresentante della Coesione. Il che impediva una valutazione definitiva sul documento presentato dalla Regione sulle deroghe. Nella relazione sono contenuti non solo i numeri ma anche il profilo professionale degli addetti che si chiede di assumere: medici dell’emergenza-urgenza, anestesisti, cardiologi, chirurghi ed infermieri. «Si tratta – commenta l’assessore alla salute Ettore Attolini al termine del vertice – delle figure più urgenti, indispensabili per assicurare il soddisfacimento dei Lea, i livelli essenziali di assistenza».

I VUOTI IN ORGANICO – I dirigenti ministeriali (Francesco Massicci e Filippo Palumbo) hanno preso atto della richiesta e sollecitato qualche ulteriore chiarimento, rinviando al tavolo di fine mese. Entrambi, tuttavia, sono rimasti impressionati per un dato rimasto finora inedito anche in Puglia: negli ultimi due anni e mezzo, sono cessati dal servizio sanitario pugliese 4.700 dipendenti, non più rimpiazzati per effetto del blocco del turn-over imposto dal Piano di rientro. Per la gran parte si tratta di infermieri e tecnici (3.000), gli altri sono medici (1.700). Se si considera che gli organici erano già carenti e sottodimensionati a causa del blocco delle assunzioni dell’inizio degli anni Duemila, si percepisce il grave stato di sofferenza cui da tempo è sottoposto il sistema. Ad ogni modo, siamo ad una svolta. Del resto, questa è la sensazione avvertita dall’intera delegazione pugliese (oltre Attolini, i dirigenti Vincenzo Pomo e Mario Aulenta). «È capitato – spiega l’assessore – che anche in passato avessimo segnalato con forza le nostre difficoltà. Ma questa volta abbiamo percepito un segnale particolare di attenzione. Del resto, l’accelerazione e la riconvocazione del tavolo subito dopo la pausa di Ferragosto, mostra un’atteggiamento diverso».

L’INTERVENTO DI MONTI – Molto si deve all’intervento di Mario Monti. Come abbiamo già raccontato, il premier è stato sensibilizzato da Nichi Vendola nel corso della riunione (26 luglio) del tavolo istituzionale su Taranto, vicenda in cui la componente sanitaria è evidente. Il governatore lamentò la debolezza degli organici e Monti decise, a sua volta, di convincere i dirigenti ministeriali a rendere più spedito l’iter sulla concessione delle deroghe. L’accelerazione si deve a questo. Tanto vero che solo qualche giorno prima, il 20 luglio, il medesimo tavolo di verifica sul Piano di rientro bloccò la richiesta pugliese di avviare i concorsi, eccependo su questioni di natura formale. Ora, il traguardo è vicino. Ed è presumibile che in autunno comincino le procedure di concorso. Alle quali, ovviamente, saranno chiamati anche le diverse decine di medici «destabilizzati» (licenziati) dopo la sentenza della Corte costituzionale. Le nuove assunzioni (soprattutto dei camici bianchi) servono a dare respiro ad un sistema stremato, ed anche a sanare i vuoti creati con le destabilizzazioni.

 

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