Federazione Sindacati Indipendenti

Usa 2012: duello tutto su tasse e sanita’, non sul lavoro

Si parla di tasse, soprattutto quelle di Romney, e di sanità. Quasi per nulla di crisi economica e di lavoro che non c’é. I numeri dicono che tra Obama e il suo sfidante Mitt Romney è ancora testa a testa. Ma almeno sulla battaglia del cosiddetto ‘agenda setting’, le priorità del dibattito, il presidente sta avendo la meglio. A una settimana dalla scelta del candidato vice presidente, Barack Obama sta infatti vincendo la sfida sugli argomenti che tengono banco in questo primissimo squarcio di campagna presidenziale. Invece che della disoccupazione ancora alta, sinora s’é parlato in modo ossessivo delle dichiarazioni dei redditi di Mitt Romney, quelle cartelle esattoriali che l’ex finanziere d’assalto dalle entrate milionarie non vuole mostrare. E che invece il suo vice, il giovane deputato del Wisconsin Paul Ryan, proprio ieri ha diffuso alla stampa. Ma è soprattutto sulla difesa del Medicare, il programma pubblico di chi ha più di 65 anni, che Obama sta mettendo alle corde gli strateghi del Grand Old Party.

Il partito democratico, nelle ultime ore, è riuscito infatti a far passare il messaggio che i tagli alla spesa pubblica, voluti dall’ultra-conservatore fiscale Paul Ryan, mettono a rischio l’assistenza ai più anziani. Una preoccupazione che potrebbe fare la differenza, visto che in Florida, la Pennsylvania e l’Iowa, tre stati elettoralmente decisivi, sono anche quelli in cui vive la percentuale più alta di ultrasessantacinquenni d’America. Una narrativa che i repubblicani stanno facendo di tutto per ribaltare: la loro contromossa è dire che la costosissima Obamacare ha già dirottato addirittura 716 miliardi di dollari destinati all’assistenza medica per gli anziani. E che il loro obiettivo è risanare le casse del Tesoro per ridurre il deficit impressionante che grava sulla testa dei cittadini. Romney, per spiegare questo punto, ha fatto ricorso addirittura a una lavagnetta, uno strumento amato dal suo vice per illustrare in passato il suo controverso budget di finanza pubblica.

Ma il problema è proprio quello: la scelta stessa di Ryan ha lanciato un messaggio chiarissimo a tutto il Paese. Tutti sanno che il suo famoso budget prevede la privatizzazione di Medicare entro il 2023. Ma ricordarlo in campagna elettorale, a 80 giorni esatti dal voto, sarebbe un suicidio politico. Per questo motivo, in un memo interno al partito repubblicano, intercettato da Politico.com, si raccomanda a tutti di usare un lessico più moderato: invece di pronunciare le parole ‘privatizzare’ o ‘riformare lo stato sociale’, è meglio dire ‘rafforzare’ o ‘preservare’ la sanità dai progetti irresponsabili di Obama. E non a caso, proprio oggi, il duro Paul Ryan è in Florida, a far visita al ‘The Villages’, una zona residenziale abitata per lo più da anziani, in modo da assicurare questa fascia elettorale sul fronte della sanità. Al di là di tanti discorsi sulla sostenibilità del sistema, i pensionati del Sunshine State vogliono essere garantiti sul loro presente. Più che sulla tenuta futura dei conti dello Zio Sam.

di Marcello Campo