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Sanità, promossi e bocciati a Latina

LATINA – Promossi e bocciati, due anni dopo. Il Tribunale per i diritti del malato (Tdm)è andato a verificare cosa è stato fatto ecosa, invece, deve ancora essere realizzato nelle strutture sanitarie della provincia sottoposte all’audit civico già nel 2010. Vale a dire a una valutazione che arriva dai cittadini e che impegna la Asl a intervenire sulla base delle segnalazioni.

Questionari, verifiche sul campo, confronto tra quanto sostenuto dal Tribunale per i diritti del malato e l’azienda sanitaria, alla fine un elenco di realizzazioni o impegni. «Se mettiamo tutto insieme non possiamo lamentarci – dice Gianna Sangiorgi, coordinatrice regionale del Tdm e sempre in prima linea allo sportello dell’associazione al Goretti – ma le criticità sono comunque ancora molte». Si parte dalle situazioni risolte.

Ad Aprilia, per esempio, le difficoltà di accesso alle prestazioni del poliambulatorio, soprattutto attraverso il numero verde, sono superate con un sistema che facilita chi si rivolge allo sportello usando al meglio, fra l’altro, gli spazi lasciati vuoti nelle prenotazioni.

L’altra faccia della medaglia e lo scarso utilizzo, da parte dei medici di base, del numero dedicato per prenotare visite ed esami urgenti. A Latina, nel poliambulatorio di Piazza Celli «sono stati migliorati i percorsi di assistenza – dice la Sangiorgi – restano le difficoltà con il totem per le prenotazioni che non è stato voluto dalla Asl, ma almeno esauriti i posti disponibili si ha subito appuntamento al giorno dopo». Promossa la realizzazione dei depliant informativi e soprattutto dell’ambulatorio infermieristico.

Passano l’esame a pieni voti anche gli ambulatori di Latina Scalo, Cisterna e Borgo Sabotino. «Risultati strabilianti – dice ancora la Sangiorgi – peccato che a Sabotino la struttura sia fatiscente, ma per le prestazioni in tutti e tre i centri con i pochi mezzi, il personale che scarseggia ma una volontà di ferro ottengono grandi risultati».

Note dolenti in ospedale, dove restano «criticità infinite». La carenza del personale è certamente un problema ma ci sono cose che si potrebbero fare lo stesso. «Una guida informativa completa manca – afferma la presidente – la segnaletica è insufficiente e dà indicazioni sbagliate, per il punto di registrazione nascite e quello per la donazione organi c’è l’impegno a risolvere». L’elenco è ancora lungo.

«C’era l’idea di mettere a disposizione una biblioteca, che può sembrare secondaria ma rappresenterebbe un miglioramento della qualità. E’ molto più urgente, comunque, la terapia del dolore per la quale occorre un’unità operativa che risponda a tutte le esigenze».

Ci sono, poi «ritardi nella consegna delle cartelle cliniche, è migliorata la sicurezza ma mancano ancora procedure standard, la partoanalgesia invece resta un miraggio, si fa solo su richiesta e a pagamento». Promossa, comunque, la collaborazione della Asl: «Gli indicatori di qualità andranno nella prossima carta dei servizi – conclude la Sangiorgi – le segnalazioni verranno utilizzate per migliorare i servizi a seconda delle criticità segnalate». Al prossimo audit civico il compito di verificare.

 

Fonte: Il Messaggero