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Nel nuovo pacchetto semplificazioni meno vincoli per le imprese

Dalla sicurezza sul lavoro alle infrastrutture, dai beni culturali ed edilizia al corposo capitolo lavoro e previdenza, dalle misure in materia di ambiente, privacy e alimentare all’agricoltura. Prende corpo il secondo pacchetto semplificazioni – anticipato sul Sole 24Ore di domenica – che il Governo intende varare entro settembre a favore delle imprese, per snellire gli adempimenti burocratici che rallentano la crescita, e dei lavoratori. La prima bozza del provvedimento, in possesso di Radiocor, conta 34 articoli e parte con le norme di semplificazione in materia di sicurezza sul lavoro contenute nei primi otto articoli del testo.

 

Semplificazioni per le prestazioni lavorative di breve durata

Queste misure riguardano, in particolare, misure di semplificazione di prestazioni lavorative di breve durata, di sorveglianza sanitaria e di rapporti tra medico competente e servizio sanitario nazionale, del documento di valutazione dei rischi, di adempimenti in materia di sicurezza nei cantieri, in materia di comunicazioni e notifiche, di lavori nei cantieri temporanei e mobili e delle verifiche periodiche della attrezzature di lavoro.

 

Semplificazioni per le aziende a basso rischio infortunistico

Tra le principali novità viene introdotta la possibilità per le aziende che operino in settori ritenuti a basso rischio infortunistico (che individuerà il ministero del Lavoro) di predisporre un Documento sulla valutazione dei rischi semplificato, mentre per le start-up il regime semplificato si attuerà solo dopo il primo biennio. Inoltre, sono previste semplificazioni in materia di cantieri, in considerazione della particolare complessità degli adempimenti di riferimento, dirette a limitare il tempo necessario alla redazione dei documenti di legge in modo che essi siano più contenuti degli attuali. Una serie di semplificazioni relative a comunicazioni e notifiche, riguardano la denuncia degli infortuni sul lavoro da parte del datore di lavoro.

 

Agevolazioni nelle procedure di verifica delle attrezzature da lavoro

Un’altra misura riguarda un’agevolazione delle procedure di verifica periodica delle attrezzature di lavoro che, si legge nella relazione illustrativa della norma, equipara enti pubblici e soggetti privati abilitati all’effettuazione della verifica, eliminando passaggi inutili e dispendiosi. Sulle misure in materia di lavoro e previdenza, previste dall’articolo 9 all’articolo 15 del testo, il ministero del Lavoro si é riservato una valutazione definitiva sentiti anche il ministero dell’Economia e gli enti previdenziali.

 

Novità per il collocamento obbligatorio

La prima novità riguarda i criteri di computo della quota di riserva per il collocamento obbligatorio di lavoratori divenuti inabili: la legge 68 del ’99 prevede che i lavoratori divenuti inabili in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere computati nella quota di riserva di assunzione obbligatoria quando abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60% e la nuova norma punta ad abbassare questo limite al 46% allargando la platea dei potenziali interessati.

 

Pagamento dilazionato dei crediti contributivi: si riduce il tasso di interesse

Altra rilevante novità consiste nella riduzione del tasso di interesse per il pagamento dilazionato dei crediti contributivi e prevede, in particolare, che «l’interesse di differimento e di dilazione per le regolarizzazioni rateali dei debiti per i contributi ed accessori di legge dovuti dai datori di lavoro agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatoria é pari al tasso ufficiale di riferimento, maggiorato: di due punti per le regolarizzazioni rateali fino a 24 mesi; di tre punti per le regolarizzazioni rateali oltre 24 mesi» e non più di 6 punti. Secondo il Governo, tra i benefici di questa norma ci sarebbero un incentivo ad aderire a forme di rateazione in fase amministrativa, l’incremento di incassi per l’Istituto, minor pagamento a titolo di aggio e l’anticipo di circa 24 mesi dell’incasso di 100 milioni di euro all’anno.

 

Parasubordinati: salta il divieto di prosecuzione volontaria

Una riforma vera riguarda i lavoratori parasubordinati per i quali salta il divieto di prosecuzione volontaria presso le altre forme obbligatorie di previdenza e viene quindi consentita la maturazione del diritto alla pensione presso le stesse, attualmente preclusa espressamente dalla legge. Il superamento del divieto produce effetti positivi non solo per i lavoratori interessati, che potranno così ottenere una pensione, ma anche per gli Enti previdenziali presso cui si opera la prosecuzione, che riceveranno un maggior gettito contributivo.

 

 

Fonte: il Sole24Ore