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Giovannini, 650mila giovani senza lavoro «Un numero da aggredire con urgenza»

La cifra dell’emergenza la contabilizza in apertura di discorso: i senza lavoro «sono 650mila» un «numero aggredibile» con «urgenza». Ed è il passaggio chiave del discorso del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, al convegno dei giovani Imprenditori di Confindustria. Il titolare del Welfare spiega un dettaglio non di poco conto che esemplifica lo psicodramma collettivo di una generazione e i rischi di un forte disinvestimento: «Non è vero – ha rilevato – che il 40% dei giovani italiani è senza lavoro, ma in realtà è il 40% dei giovani italiani che sono attivi che è senza lavoro. Attenzione, non è una sottigliezza, è una differenza piuttosto rilevante sul piano politico e della politica economica».

IL PIANO – «Il piano per l’occupazione – ha polemizzato Giovannini – lo sto facendo copiando i giornali perché raccontano continuamente, anche oggi, di un fantomatico documento già pronto, con fantomatiche percentuali di sgravi fiscali che non esiste». Giovannini ha ribadito che la riforma della legge Fornero va fatta «con il cacciavite e non con la clava». Le modifiche più rilevanti potrebbero investire il sistema degli ammortizzatori sociali, l’anello di congiunzione più delicato nel rapporto tra imprese e lavoratori, data la fortissima crisi e un prodotto interno lordo in contrazione da sette trimestri. Così «stiamo partendo – dice il ministro – tanto che il sottosegretario Dell’Aringa avvia questo tavolo la prossima settimana, e se servono modifiche normative si faranno, anche con urgenza».

LE COPERTURE – L’ex presidente dell’Istat ha poi parlato delle misure allo studio dell’esecutivo per rilanciare l’occupazione e ha spiegato la differenza di coperture per ridurre l’alto costo del lavoro e la necessità di incentivare le nuove assunzioni: «Una cosa è il taglio del cuneo per tutti gli occupati, una cosa gli sgravi per le assunzioni: parliamo di quantità completamente diverse. Il presidente del Consiglio ha parlato di interventi per le nuove assunzioni sgravi che dovrebbero entrare nel piano di giugno, mentre per il taglio del cuneo stiamo parlando di miliardi e miliardi, e di quello eventualmente si tratterà nella legge di Stabilità». Il ministro ha poi bocciato l’idea del reddito minimo che «disincentiva l’offerta di lavoro. Serve invece un sostegno che spinga le persone a cercare un nuovo lavoro».

Fabio Savelli

Il Corriere