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Lombardia: Mantovani, al via il riordino alte specialita’ sanita’

Milano, ”Nelle prossime sedute di giunta delibereremo in merito al riordino delle alte specialita”’.

Lo ha anticipato stamane in Commissione Sanita’ l’Assessore alla Salute Mario Mantovani. ”Il primo specifico provvedimento di questa legislatura – ha spiegato – avvia il piu’ generale piano di riordino della rete di offerta, che rappresenta la linea portante del Piano regionale di Sviluppo. Per questo motivo ritengo opportuno condividere anticipatamente con il Consiglio le linee del provvedimento che sara’ proposto”.

Il responsabile della sanita’ lombarda ha quindi esposto i contenuti generali del provvedimento che presto verra’ adottato dalla Giunta: ”Vogliamo garantire a tutti i cittadini di poter fruire delle cure di alta specialita’ con adeguata appropriatezza ed efficacia. Le strutture che perderanno attivita’ specialistica potranno svolgere altre attivita’ assistenziali piu’ rispondenti al bisogno del sistema sanitario. Si potranno potenziare le cure intermedie e/o ridurre le liste di attesa per ricoveri e per attivita’ ambulatoriali”.

”Il provvedimento originato dalla delibera riguardera’ – ha chiarito l’Assessore Mantovani – la cardiochirurgia, l’emodinamica e l’elettrofisiologia, la chirurgia toracica, la chirurgia vascolare e la neurochirurgia”. Sono stati perfezionati i criteri da utilizzare come soglia per individuare le Unita’ Operative che sospenderanno le attivita’ specifiche delle alte specialita’, tenendo conto di ulteriori suggerimenti e richieste pervenuti dal mondo professionale e di salvaguardare unita’ operative presenti in presidi afferenti a territori disagiati”.

”L’applicazione dei criteri porta a una rimodulazione e non certo ad una rivoluzione nella rete di offerta, considerato- ha detto Mantovani- che verra’ ridestinato meno del 5% dell’attivita’ svolta nelle aree specialistiche interessate dal provvedimento: nonostante cio’ il valore di tali attivita’ e’ di circa 50 milioni di euro”. ”Un ruolo di grande rilievo avranno le ASL territorialmente competenti che, per ognuna delle unita’ operative che non raggiungono le soglie quali – quantitative fissate, dovranno predisporre un programma di riconversione che tenga conto degli investimenti gia’ operati e del personale, individuando le attivita’ alternative da erogare, in modo da poter accompagnare questo processo di cambiamento con gradualita’, ma al tempo stesso con forte determinazione al risultato”.

(ASCA)