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Sanità lombarda, spuntano altre mazzette per Formigoni

MANTOVA. Aumenta il giro di presunte tangenti legate ad appalti nella sanità lombarda, gran parte delle quali sarebbero state versate all’ex consigliere regionale Massimo Guarischi, arrestato tre mesi fa nell’ambito dell’ inchiesta della Procura di Milano che ora vede indagato anche l’ex Governatore e senatore del Pdl, Roberto Formigoni, per corruzione e turbativa d’asta. Un’altra tegola giudiziaria per il Celeste, già accusato di associazione per delinquere e corruzione nell’affaire Maugeri.

E spunta anche una sorta di tangente-barca: l’imprenditore Giuseppe Lo Presti avrebbe ceduto una «imbarcazione di 8 metri» a Guarischi, che si adoperava, secondo l’accusa, per far arrivare i finanziamenti regionali. È proprio dagli ultimi verbali di Lo Presti, interrogato dai pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio tra aprile e maggio, che saltano fuori altre presunte mazzette da lui versate, per appalti in altri ospedali, a Guarischi, oltre a quelle già contestate nel decreto di giudizio immediato che dava conto di promesse per oltre 900 mila euro e di esborsi per circa 685 mila euro. L’imprenditore, infatti, ha messo a verbale di un «versamento» all’ex consigliere anche per una «procedura di appalto presso l’Azienda ospedaliera di Lecco.

L’accordo con Guarischi – si legge nell’interrogatorio – era di versare una somma complessiva di circa 370 mila euro, somma che ho versato parte in contanti nel corso del 2010, per 310/320 mila euro, parte mediante la consegna di una imbarcazione di 8 metri che era intestata a me e che anche dopo la consegna a Guarischi è rimasta intestata alla mia persona». Si trattava di una barca «a motore del valore di circa 50/60 mila euro» e che l’ex consigliere «preferiva non avere intestata».

L’imprenditore ha ricordato come Guarischi, presunto mediatore delle ’stecchè, gli chiedeva di pagare, preferibilmente cash e in un’unica soluzione, l’intero ammontare della mazzetta «in quanto doveva far fronte a degli impegni in Regione». Lo Presti, infatti, ha fatto anche il nome di Formigoni come il presunto destinatario di parte delle sospette tangenti. «Non ho mai ricevuto un centesimo né un favore, come lo stesso Luca Guarischi sottolinea», ha replicato, in una nota, il senatore del Pdl. Stando alle indagini, Guarischi e l’allora Governatore sarebbero andati in vacanza insieme più volte: in Croazia nell’estate 2012, in Oman all’inizio del 2013 e anche in Sudafrica a fine 2011.

Viaggi di cui, però, a differenza di quanto successo nel caso Maugeri-Daccò, a nome dell’ex Governatore risultano una serie di ricevute di bonifici. Assegni e bonifici su cui sono in corso, tuttavia, accertamenti per verificare se provengano o meno dalla provvista di contanti che Lo Presti ha spiegato di aver consegnato a Guarischi. Negli atti dell’inchiesta, infatti, c’è un documento-schema nel quale l’imprenditore ha elencato in modo dettagliato tutti gli importi versati per ottenere gli appalti per la fornitura degli apparecchi diagnostici con la sua Hermex.

In particolare, a Guarischi avrebbe consegnato «180mila euro» in contanti per forniture a Cremona e poi con fatture per fittizi contratti di consulenza oltre 505mila euro, dei quali una parte anche per una gara all’Istituto Nazionale dei Tumori. Dalle carte dell’ inchiesta, in sostanza, viene a galla come tutta l’attività imprenditoriale di Lo Presti andasse avanti a suon di presunte tangenti: si parla, in particolare, di versamenti corrisposti o promessi per appalti al San Gerardo di Monza e all’azienda ospedaliera di Melegnano.

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