Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità in Puglia: Dal tesoretto (90 mln) 70 per i debiti sanitari

BARI – Ottemperare alle prescrizioni del piano di rientro, che entro la fine del mese sarà sottoposto alla verifica finale del tavolo Massicci. E adempiere al diktat messo nero su bianco dal governo nel decreto sblocca-pagamenti, ovvero la copertura anche tramite mutui della debitoria cumulata negli anni sulla sanità. Sono le due strade su cui sta lavorando l’assessore al Bilancio Leo Di Gioia per chiudere il cerchio delle variazioni alla manovra di previsione, dopo che i tecnici hanno rilevato un «tesoretto» (avanzo di amministrazione) di 90 milioni di euro e un sostanziale pareggio dei conti nella sanità (per la prima volta, non vi è deficit nelle Asl).

Ieri il titolare del Bilancio ha cominciato a studiare le mosse con il gruppo del Pd, che lo aveva sollecitato ad un confronto sulla materia. Com’è noto, il piano di rientro impone la copertura dei debiti sanitari accumulati dalla Puglia, che dal ‘95 ad oggi sono arrivati a 580 milioni di euro. Il decreto sblocca-debiti varato dal governo ha assegnato 5 miliardi a tutte le Regioni per i pagamenti del 2013 (per la Puglia sono 146 milioni) e 9 miliardi per il prossimo (presumibile che alla Puglia arrivino 250 milioni).

Resterebbero, dunque, scoperti ancora circa 180 milioni per i quali il governo impone provvedimenti. L’idea è, appunto, di dirottare tutti quei 90 milioni di avanzo a riduzione della debitoria ma – essendovi altre fonti di gettito (l’Irap) che si sono rivelate superiori alle previsioni del 2012 – potrebbe non rendersi necessario l’utilizzo dell’intero «tesoretto».

Lunedì prossimo ci sarà un nuovo confronto con il gruppo dei democratici guidati da Pino Romano e l’assessorato sarà in grado di fornire cifre più dettagliate al Pd. L’ipotesi circolata ieri è che si rendano necessari 70 milioni, lasciando dunque nella disponibilità delle spese degli assessorati una ventina di milioni.

di BEPI MARTELLOTTA