Federazione Sindacati Indipendenti

Parcheggi ospedale, raffica di multe ai dipendenti

REGGIO EMILIA – Il Sindacato FSI e altre OO.SS. e le Rsu hanno consegnato il “pinocchio d’oro” ai dirigenti dell’ospedale Santa Maria Nuova relativamente alla vicenda dei parcheggi. Una vicenda delicata perché pare che, solo ieri, siano state appioppate ben trenta multe ai dipendenti dell’ospedale che non trovavano posto per andare a lavorare dato che chi smonta all’una va a pranzo in mensa, dato che deve mangiare, e non lascia così libero il parcheggio per chi arriva.

Scrivono i sindacati: “Nonostante le clamorose “panzane” contenute nell’opuscoletto distribuito a dipendenti ed utenti le cose stanno ben diversamente. Ribadito che il parcheggio di proprietà dell’azienda dovrebbe essere gratuito ai dipendenti in servizio, il problema serio e che pare proprio sia incomprensibile per questi amministratori è che a chi possiede un abbonamento a tariffa agevolata (di 26 euro l’anno) va garantita la possibilità di parcheggiare su tutti gli stalli blu (anche a quelli riservati all’utenza dunque), perché chi deve prendere servizio nel pomeriggio, quando arriva, ora non trova posto. I posti che verrebbero così occupati sarebbero numericamente rimessi a disposizione dagli operatori che terminano il turno dopo le consegne”.

Giovedì scorso si è svolto l’incontro con la direzione aziendale dell’arcispedale Santa Maria Nuova nel corso del quale sono state affrontate importanti e numerose questioni di seguito riprese. Per quel che riguarda i fondi contrattuali per l’erogazione dei compensi incentivanti (conguaglio, quote particolari, quote libera professione, progetti aziendali 2012 di cui è stata chiesta copia) “dopo un iniziale approfondimento sui documenti presentati dall’azienda la prima valutazione non è stata positiva, mancano risorse economiche importanti. Abbiamo mosso diversi rilievi sui capitoli di spesa, sono stati richiesti chiarimenti ed ulteriore documentazione sulla costituzione dei fondi, ed in particolare si è richiesto un’ integrazione economica con un approfondimento delle modalità d’assegnazione. Nel prossimo incontro con gli elementi richiesti e le risposte che la direzione deve dare alle rivendicazioni fatte si potranno fare valutazioni nel merito”.

Sulla carenza di personale, secondo quanto scrivono i sindacati, “nonostante le parole spese dalla direzione la situazione rimane grave e per questa ragione, forti del mandato ricevuto dai lavoratori nel corso delle assemblee effettuate nei vari dipartimenti, si è richiesto di assumere tutto il personale necessario al ripristino degli addetti alle sostituzioni e per il regolare svolgimento delle ferie estive, di procedere in tal senso con personale sia a tempo indeterminato (nelle percentuali derogate dalla regione ) che a tempo determinato. A tale riguardo si è rimarcato che a differenza del passato ove si doveva far ricorso ai rientri aggiuntivi per le note difficoltà di reclutamento di professionisti, oggi vi sono innumerevoli persone in cerca di occupazione e molte di queste formate nella nostra realtà”.

Sulla video sorveglianza “nonostante vi siano ancora alcuni elementi di frizione pare emergere una disponibilità a rivedere gli accordi aziendali per adeguarli alle norme di legge vigenti. Abbiamo proposto di adottare la stessa intesa già sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali all’Usl. Per quanto riguarda la telecamera sul corridoio delle sedi sindacali abbiamo proposto di dotarla di motorizzazione che ne permetta il posizionamento solo dopo le 22. In tal modo si darebbe risposta alle presunte ragioni di sicurezza e nel contempo si dissolverebbero “dubbi” più che mai legittimi. L’azienda si è riservata di dare una risposta”.

Concludono i sindacati: “Nonostante il lungo elenco di criticità che la decisione aziendale ha prodotto con la chiusura dei cartellini (vedi aumento della burocratizzazione e dei carichi di lavoro) la direzione non retrocede. In analogia a quanto avviene per il personale medico, si è ribadita l’esigenza di riconoscere tutto il tempo lavorato ai fini della copertura delle attività di libera professione. Se da parte della direzione non vi sarà un’inversione di rotta abbiamo fatto presente che da parte dei lavoratori potrebbe maturare la decisione di far mancare la disponibilità a tali attività”.

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