Federazione Sindacati Indipendenti

Inps preoccupanti i dati comunicati

Il 2013, lo confermano i dati Inps sarà prevedibilmente ancora l’anno della crisi economica internazionale, mentre si consolida la crisi industriale in Italia e in Lombardia.

“Le prospettive di crescita del Pil del nostro paese per il 2013 purtroppo sono molto più basse della media europea. Da troppi anni il paese e la nostra regione non crescono. Dal 2007 l’Italia e la Lombardia hanno bruciato rispettivamente 10 e 11 punti di Pil”.

“Il nodo, nel nostro territorio regionale, resta quello di creare lavoro e di ri-progettare una struttura produttiva innovata e di qualità, senza la quale sarà tecnicamente impossibile creare le condizioni per la crescita, l’aumento dell’occupazione e lo sviluppo del Paese”.

“Il Prs 2013-2018 presentato dalla Regione non dà le adeguate risposte ai problemi di struttura dell’economia lombarda e al bisogno di politiche e scelte pubbliche e private a sostegno del nostro sistema manifatturiero”.

“Alla Giunta e al Presidente – prosegue il comunicato – diciamo che servono prima di tutto politiche per creare lavoro e per distribuire quello che c’è tra il maggior numero dei lavoratori, utilizzando tra gli altri strumenti quello del contratto di solidarietà, e valutando la possibilità di garantire eventuali sostegni economici”.

“È un allarme che abbiamo lanciato da tempo, rimasto irresponsabilmente inascoltato: in questi 5 anni di crisi abbiamo perso il 25 per cento del tessuto produttivo, abbiamo il crollo del manifatturiero di oltre il 20 per cento, registriamo l’aumento della disoccupazione e la riduzione del tasso di attività, oltre al crollo dei consumi e delle attività commerciali”.

I dati
“Il dato preoccupante è che aumenta ancora il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, mentre la riduzione della cassa in deroga è dovuta in parte alla contenuta autorizzazione delle domande pervenute a causa delle mancate coperture economiche da parte del governo (sinora 12.504 per 67.633 lavoratori e lavoratrici), e in parte al cambiamento della situazione in conseguenza delle tante chiusure di attività e aziende, e della riduzione del tessuto produttivo, in particolare del comparto artigiano, del commercio e delle Pmi, che non sono certo in ripresa”.

La cassa: crescono ancora la straordinaria e l’ordinaria
Complessivamente nel mese di maggio 2013 si registra una crescita delle ore autorizzate di Cig del 9,49 per cento (110.715.410 ore), una crescita della cassa ordinaria del 22,24 (48.986.511 ore), della cassa straordinaria del 45,81 (48.337.796 ore), mentre, per le ragioni citate si riduce formalmente la cassa in deroga del 51,99 (13.391.103 ore).

Tutti i settori registrano tassi di crescita della cassa, ma i più colpiti sono legati agli impianti di installazione per l’edilizia (59,37 per cento), alla meccanica (22,70), all’industria edile (36,86), all’energia (52,84).

Le province più colpite, cioè quelle che si collocano al di sopra della linea regionale sono Bergamo (43,96 per cento), Varese (21,51), Pavia (24,92), Como (14,83), Lecco (13,84).

Se invece si considera il numero equivalente delle ore in cassa integrazione per occupato, cioè il numero “aggiuntivo” di persone senza lavoro, troviamo Varese all’8,96 per cento, Lecco al 7,96, Brescia al 6,62, Bergamo al 6,55, Como al 6,29, Pavia al 3,83, Cremona al 3,06, Milano al 2,52, Mantova al 2,52, Lodi all’1,82, Sondrio all’1,49. La media regionale si colloca al 4,53.

I licenziamenti
I licenziamenti, regolati per legge attraverso l’indennità di mobilità 223/91, tra il periodo gennaio-maggio 2013 e quello gennaio-maggio 2012, aumentano del 21,33 per cento, con 12.504 licenziamenti in totale; i licenziamenti di aprile sono 2.684.

La nuova tabella indennità di disoccupazione più Aspi indica che tra gennaio-maggio 2013 sono pervenute 76.047 domande. Le domande pervenute di indennità di disoccupazione ordinaria risultano essere 25.156, quelle relative all’Aspi 50.891.

“Con l’introduzione dell’Aspi (Assicurazione Sociale per l’Impiego in questa fase transitoria alcuni dati non sono facilmente paragonabili. Siamo in presenza di una nuova situazione causata dall’abolizione della lista provinciale per la mobilità derivante dalla legge 236/93, e dal fatto che alla sottocommissione regionale non pervengono più le richieste e le informazioni su questi licenziamenti”.

“La linea generale è quella di un aumento della disoccupazione in ragione della perdita dei posti di lavoro. Un fenomeno del tutto coerente con la crescita della disoccupazione e il crollo del sistema produttivo”.

“Infatti ricordiamo che la crescita del tasso di disoccupazione è arrivata ufficialmente ormai al 9 per cento; un dato di crisi occupazionale inferiore alla realtà, che sulla base di nuovi calcoli in Lombardia supererebbe addirittura il 18 per cento se aggiungessimo tutti coloro che sono in cassa e hanno smesso di cercare un lavoro”.

“Dinanzi alla crisi di sistema occorre intervenire per sostenere i settori industriali e commerciali, i consumi, difendere lo stato sociale e affrontare efficacemente le questioni strutturali del paese reale, a partire dalle mancate politiche industriali che, insieme alla grande evasione, alla corruzione devastante e alle infiltrazioni mafiose, devono essere affrontate e risolte per dare al paese e alla Lombardia una prospettiva di salvezza”.