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Sanità, l’aut aut di Roma: “Il buco va saldato ora”

Torino – Il debito della Sanità regionale, pendente dal 2007 e dell’ammontare di circa 800 milioni di euro, deve essere saldato entro quest’anno. E’ la comunicazione che arriva dal presidente della Regione, Roberto Cota.

Alcuni parlamentari piemontesi: un gruppo bipartisan, formato da eletti della maggioranza e della minoranza, è al lavoro per inviare una lettera al ministro Maurizio Saccomanni, chiedendo che il debito possa essere spalmato in tre anni.

L’obbiettivo, spiega Stefano Esposito, senatore del Movimento 5 Stelle: ” è arrivare a una concessione di almeno due anni, altrimenti sono problemi seri”.
Ecco il testo del comunicato diffuso dai parlamentari:

Permettere di spalmare lo stanziamento per coprire nuovi debiti sanitari (865 milioni) su almeno due esercizi (rispetto ai tre previsti dalla normativa contabile) e non soltanto nell’esercizio 2013, così da evitare tagli drammatici ai servizi. E’ questo l’appello che i parlamentari piemontesi di tutti i partiti sottoscriveranno e consegneranno domani al Ministro Fabrizio Saccomanni, in vista dell’incontro previsto con il Governo regionale.

La questione è relativa a una riduzione di impegni di spesa per l’area sanitaria operata sugli esercizi finanziari 2006-2007, che la Regione ha recentemente accertato. L’accordo siglato in applicazione del decreto legge 35/2013, convertito nella legge 64/2013 (cd. decreto sblocca crediti) trasferirà importanti risorse alle Regioni, e anche alla Regione Piemonte, a condizione che l’anticipazione riconosciuta preveda: una solida copertura; l’obbligo a stanziare risorse per coprire eventuali nuovi debiti accertati; la priorità ai debiti più “anziani”. Nel caso piemontese, si tratterebbe quindi di stanziare subito a bilancio le risorse per pagare i nuovi debiti accertati, che andrebbero liquidati con priorità.

Tuttavia il Ministero sarebbe orientato a chiedere di stanziare tutti gli 865 milioni sul bilancio 2013. Con il risultato di mettere in ginocchio la Regione Piemonte, già oggi più di altre investita drammaticamente dalla crisi economica e dalla contrazione di risorse pubbliche. Infatti, anche con il previsto aumento delle aliquote dell’addizionale IRPEF, relativamente agli scaglioni previsti, fino al limite dell’1,73%, non risulterebbe un gettito sufficiente a garantire le coperture finanziarie richieste e si dovrebbe operare una impraticabile riduzione di stanziamenti di spesa di centinaia di milioni di euro.

I parlamentari piemontesi chiedono quindi di permettere il recupero del succitato disavanzo pregresso in almeno due esercizi.

per i parlamentari PD Stefano Lepri
per i parlamentari PDL Lucio Malan
per i parlamentari Movimento 5 Stelle Marco Scibona
per i parlamentari Scelta Civica Gianluca Susta
per i parlamentari Lega Nord Stefano Allasia
per i parlamentari SEL Fabio Lavagno

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