Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità “su misura”

La sospensione dei nuovi ticket da 66 euro scattati dal 1 giugno per 55 interventi di microchirurgia fino a ieri gratuiti e la promessa del loro rimborso, smentisce uno degli ultimi interventi della giunta Formigoni e accredita la volontà della Lega di mantenere la “spericolata” promessa elettorale di abolire i ticket sanitari.

ticketMa, ieri, in Consiglio è stata anche votata all’unanimità una mozione urgente presentata da Pd e Lista Ambrosoli che impegna la Giunta a rivedere entro la fine dell’anno l’intero sistema dei ticket su esami e visite mediche in base al reddito.

I tempi sono molto stretti, ma il principio resta fissato. Ora sarà necessario riempirlo di contenuti. A partire proprio dalla definizione del reddito che sembra ragionevole collegare all’Isee familiare, cancellando tutte le fantasie malate sullo «stato di polizia fiscale» della tradizione berlusconiana.

La decisione, oltre a introdurre maggiore equità nel garantire un servizio fondamentale come quello sanitario, permetterebbe anche di estendere lo stesso principio all’erogazione di altri servizi, di altre amministrazioni, primi tra tutti i comuni.

Basterebbe decidere di trasferire quella stessa certificazione sulla carta dei servizi (regionale o nazionale che fosse) che a quel punto diverrebbe davvero tale.

In un recente intervento su Arcipelago Milano, l’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso, spiegava che l’amministrazione comunale considera 18 “diversi” Isee per “tariffare” i propri servizi così che una “razionalizzazione” sarebbe solo benvenuta. In alcuni casi, non c’è neanche alcuna parametrazione perché, se anche si volessero collegare alcuni servizi all’Isee, ad esempio gli abbonamenti dell’Atm, lo sforzo burocratico, con un milione di utenti al giorno, sarebbe praticamente impossibile da affrontare.

A partire dalla Sanità, dunque, e senza costi burocratici troppo elevati visto che si tratterebbe di ritarare strutture tecniche e “produttive” che già esistono, sarebbe possibile costruire una vera e propria anagrafe fiscale utilizzabile ai vari livelli dell’amministrazione locale, sulla quale costruire (sempre che, in sede politica, lo si voglia o si ritenga utile farlo) anche un nuovo sistema di tariffazioni. Con qualche preoccupazione in più per gli specialisti dell’elusione e qualche spreco in meno nella gestione dei servizi.