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Retribuzione detassabile: il datore di lavoro può stipulare direttamente l’accordo

Dall’anno 2012 una delle condizioni richieste per la detassazione delle quote di retribuzione legate alla produttività consiste nell’adeguata rappresentatività delle parti che stipulano gli accordi aziendali o territoriali che ne costituiscono la fonte. In precedenza tale requisito non era necessario, limitandosi la legge a far riferimento allo strumento dell’accordo quale presupposto formale dell’erogazione, senza attribuire rilevanza alla qualità dei partecipanti al negoziato.
Il Ministero del lavoro fornisce ora, con la risposta ad interpello n. 8/2013, alcune utili precisazioni intorno a questo aspetto che giustificano, in parte, la diversa formulazione utilizzata nel provvedimento per la detassazione della retribuzione di produttività per il corrente anno 2013.

La detassazione per il 2012
Per il 2012 l’imposta sostitutiva del 10% è stata riconosciuta per le somme erogate – in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa – in attuazione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti, a livello aziendale o territoriale, da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale (art. 26, D.L. n. 98/2011 conv. L. n. 111/2011).

Secondo quanto emerge dal testo della risposta, l’interpellante (il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro) rileva una possibile discrasia tra la previsione normativa, che sembra richiedere l’intervento delle contrapposte organizzazioni sindacali anche a livello aziendale, e la prassi degli accordi diretti tra azienda e lavoratori.

Al riguardo il Ministero evidenzia come la formulazione adottata non presenti alcuna difficoltà applicativa in relazione agli accordi stipulati a livello territoriale dalle contrapposte associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori: entrambe le parti sindacali devono essere in possesso del requisito della maggiore rappresentatività comparata sul piano nazionale.
Gli accordi così raggiunti troveranno applicazione a tutte le aziende appartenenti allo specifico comparto ed operanti nell’ambito territoriale di riferimento.

Più complessa la problematica nel caso degli accordi aziendali, in quanto solo la parte che rappresenta i lavoratori possiede le caratteristiche dell’associazione sindacale (finalizzata alla tutela degli interessi collettivi di una pluralità di lavoratori).

Per la parte datoriale invece – al di là del tenore letterale della disposizione in esame – non potrà che essere il singolo datore di lavoro a stipulare l’accordo con le rappresentanze dei lavoratori che promanano da organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Il Ministero del lavoro puntualizza infine che, per le aziende nel cui ambito non siano state costituite tali rappresentanze, resta aperta la strada alternativa della sottoscrizione degli accordi in questione con le organizzazioni sindacali territoriali in possesso del citato requisito di rappresentatività.

La detassazione per il 2013
E’ forse per tener conto di questo aspetto che il D.P.C.M. 22 gennaio 2013 utilizza la seguente diversa formulazione per individuare la fonte degli accordi che possono rientrare nell’area della detassabilità per l’anno 2013: “contratti di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale, ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti, da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda”.
Per la validità dell’accordo, ai fini del riconoscimento del beneficio fiscale per l’anno in corso, è quindi richiesta solo dal lato dei lavoratori la sottoscrizione da parte di strutture sindacali in possesso del requisito di maggiore rappresentatività.

Il decreto in questione affida la verifica di conformità degli accordi sottoscritti alle Direzioni territoriali del lavoro, presso le quali i testi saranno depositati a cura dei datori di lavoro. I chiarimenti ora forniti dal Ministero possono contribuire ad uniformare i comportamenti delle diverse sedi in ordine all’accertamento della qualità delle parti stipulanti.

di Pietro Zarattini
da Il Quotidiano Ipsoa N 28/02/anno 2013